Il 4 marzo esce “Ad personam”, ultimo libro di Travaglio

Uscirà presto nelle librerie “Ad personam. 1994-2010. Così Destra e Sinistra hanno privatizzato la democrazia”, ultimo libro del giornalista Marco Travaglio.

Edito da “Chiarelettere”, il lavoro di Travaglio è una critica spietata di politici e uomini d’affari , che non fa sconti a nessun appartenente della classe dirigenziale italiana. Il titolo, d’altronde, spiega bene il senso del saggio.

Corrompere giudici e testimoni – è scritto nella quarta di copertina, pubblicata sul sito della casa editrice –  falsificare bilanci, frodare il  fisco. E non essere processati. Sedici anni di leggi prêt-à-porter (1994-2010) ad personam, ma  anche ad personas, “ad aziendam”, “ad mafiam” e “ad castam” per pochi potenti  illustri. Dai decreti Conso e Biondi dopo Tangentopoli alla Bicamerale (“Il piano di rinascita democratica? Me lo stanno copiando con la bozza Boato”, esultava Licio Gelli). Per continuare con le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie,  le intercettazioni, con le norme pro Sofri e Dell’Utri, pro Sismi e Telecom, e  con i condoni fiscali ed edilizi, con l’indulto del centrosinistra, con i lodi Schifani e Alfano, gli illegittimi impedimenti e il processo breve che fulmina gli  scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Unipol, Calciopoli e le truffe della clinica Santa Rita. Tutti salvi. Sedici anni per tornare a Tangentopoli e a Mafiopoli,  cancellando Mani pulite e la Primavera di Palermo, e beatificando Craxi, corrotto e  latitante”.

Marco Travaglio, editorialista e cofondatore de “Il Fatto  Quotidiano”, è stato allievo di Montanelli e ha lavorato con Enzo Biagi. Collaboratore fisso della trasmissione di Rai Due “Annozero”, ha scritto, fra gli altri, anche: “Mani sporche” (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez), “Se li conosci li eviti” (con Peter Gomez), “Bavaglio e Papi” (con Peter  Gomez e Marco Lillo), tutti editi da “Chiarelettere”.

Gianni Monaco