India e Pakistan al tavolo delle trattative

India e Pakistan, per la prima volta dopo l’assedio di Mombai, si siedono ad un tavolo a discutere. I Segretari degli Esteri dei rispettivi paesi si sono incontrati e hanno parlato per più di tre ore, senza arrivare ad alcuna soluzione definitiva e senza fissare un secondo incontro. Il meeting rimane comunque un piccolo passo avanti verso la stabilità nella regione, come confermato dagli stessi politici.

I Segretari degli Esteri di India e Pakistan si sono incontrati oggi  per cercare di ricucire i difficili rapporti tra i due Paesi ed è la prima volta che rappresentanti delle due Nazioni si incontrano formalmente dopo l’assedio dei terroristi islamici all’hotel Taj Mahal di Mombai del novembre 2008.

Dopo un dibattito durato oltre tre ore, Nirupama Rao, il Segretario degli Esteri indiano e Salman Bashir, il collega packistano, hanno resto noto che è stato fatto un piccolo passo verso rapporti più distesi, ma che comunque rimangono forti sospetti da parte di entrambi. Non è stato fissato, per ora, un prossimo incontro.

Rao ha spiegato al Pakistan che non ha fatto abbastanza per smantellare le reti terroristiche pakistane e per assicurare i responsabili dell’assedio di Mumbai alla giustizia. Secondo l’India l’attacco è avenuto per merito del gruppo terroristico Lashkar-i-Taiba, di matrice pakistana e tutt’ora operativo.

Il politico indiano ha consegnato al Pakistan tre dossier con informazioni riguardanti i militanti sospettati di far parte di organizzazioni terroriste, tra i quali anche un militante di al-Qaeda e dieci cittadini indiani che si pensa si siano rifugiati in territorio pakistano.

Il Pakistan ha esposto invece il problema della regione del Kashmir, territorio conteso della catena montagnosa himalayana, anche in relazione alle fonti idriche che dall’India giungono in Pakistan. Secondo le autorità pakistane, l’India devia il corso dei fiumi con barriere e dighe, mentre l’India nega ogni accusa.

Prima degli attentati di Mumbai, le due nazioni stavano facendo enormi progressi ed erano addirittura quasi giunti ad un accordo sulla regione del Kashmir, e ora si ritrovano a dover ripartire da una situazione molto più critica, soprattutto a causa della forte instabilità della regione dell’Afghanistan.

Gli USA, che hanno guidato le due nazioni verso l’incontro diplomatico, sperano che i rapporti indo-pakistani possano migliorare al punto da favorire la guerra al terrore afghana. Se il Pakistan non dovesse preoccuparsi dei confini con l’India, si potrebbe concentrare maggiormente a stanare i terroristi e i talebani presenti sul suo territorio.

“Oggi India e Pakistan hanno appena rotto il ghiaccio, con gli USA che alzano il riscaldamento, ovviamente”, ha detto il Generale in pensione Ashok Mehta, un analista della sicurezza di Nuova Delhi. “Anche nel periodo peggiore, devi parlare con il tuo vicino. Ma internamente il Pakistan non è mai apparso così debole. Finché non ci sarà una vera azione contro i responsabili degli attacchi di Mumbai, tutte le discussioni sembreranno futili. Allo stesso tempo, dobbiamo parlare, perché un giorno, non lontano da oggi, ci sarà un governo in Pakistan abbastanza forte da garantire la sicurezza del Paese.”

Nonostante tutto, questo incontro è stato un primo, piccolo passo verso la pace, su questo – fortunatamente – concordano sia gli indiani, sia i pakistani.

Sebastiano Destri

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