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Influenza A: il peggio non è passato

La fase di allerta della pandemia non verrà modificata.
E’ la decisione presa dall’ Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), che è convinta che l’influenza A sia tuttora un potente nemico della nostra salute e che, quindi, non possiamo ancora cantare vittoria.
La decisione è stata resa nota ieri da Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, nel corso di una conferenza stampa, in seguito all’incontro del 23 febbraio degli esperti dell’emergency committee dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riunitisi a Ginevra.

“Dobbiamo tenere gli occhi aperti e monitorare attentamente la situazione – ha dichiarato Fukuda -. In futuro il comitato di emergenza si riunirà per riesaminare la situazione e, nel caso, rivedere le sue indicazioni”.

Le zone più a rischio risultano essere quelle dell’Africa Occidentale, zone in cui la stagione invernale non è ancora giunta e si prevede una forte ondata di influenza A. Qui il virus “si trasmette a livello di comunità”, ha annunciato Fukuda.
Nelle aree del Nord America e dell’Europa l’attività si è notevolmente ridotta, invece.

L’Oms ha preso questa decisione perché è forte  la “preoccupazione relativa al fatto che la stagione invernale non è ancora iniziata nell’emisfero Sud, e dunque c’è incertezza sulla possibilità e l’entità di nuove ondate di influenza A/H1N1” in questa parte del pianeta.

L’intenzione di Margaret Chan è quella di continuare a monitorare la situazione ed osservare i niovi sviluppi. Allo stato attuale, i malati di influenza A sono centinaia di migliaia, motivo per cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proclamato lo stato 6 di pandemia: quindi, vi è la possibilità della trasmissione del virus da persona a persona in maniera diffusiva.

Tra qualche settimana, dunque, il Comitato si riunirà nuovamente per “rivedere la situazione sulla base dei nuovi sviluppi”.

Angela Liuzzi