A Milano sotto controllo il peso delle modelle che sfilano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:15

Curiosa iniziativa del comune di Milano durante la settimana della moda che si è aperta ieri: nel backstage delle sfilate non ci saranno solo gli addetti ai lavori e le manquenne, ma anche alcune sentinelle che ne controlleranno il peso.

La decisione del capoluogo lombardo, che interviene a modelle già ingaggiate, la spiega Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute della giunta di Letizia Moratti : ”Si tratta di persone che, riservatamente e in modo non invasivo per i backstage, verificheranno che a sfilare non siano degli scheletri che camminano”.

L’iniziativa prende piede dopo il Tavolo Moda e Salute, con la supervisione del professor Michele Carruba, dando il via al progetto “100% natural 100% fashion“.

”Mi appello al senso di responsabilità di stilisti e operatori: le modelle non devono avere una taglia inferiore alla 40 – ha spiegato Landi di Chiavenna -. E lo show delle sfilate non può in alcun modo trasformarsi in uno spettacolo nocivo per lo spirito di emulazione e le fantasie dei ragazzi e delle ragazze. Qui a Milano non vogliamo vedere né superuomini né mini donne, modelli e modelle che enfatizzano i pettorali maschili e la magrezza ossificata, in una disperata ricerca di sublimazione della propria estrema fisicità.  La moda, che rappresenta un settore economico determinante e un punto di eccellenza per la nostra città deve veicolare messaggi positivi, in equilibrio e non in conflitto con una visione reale, naturale e biologicamente sana dell’essere umano”.

Da sempre le modelle che sfilano in passerella non rispecchiano affatto le misure di una donna reale, ma piuttosto le fattezze dei figurini che gli stilisti disegnano.

Le bellissime ragazze che realizzano il sogno di calcare una passerella, si mettono in testa la magrezza eccessiva, spinte dalle richieste di agenzie e atelier,  per raggiungere un modello di “carta”, diventando simili a quegli schizzi di matita su cui viene disegnato il vestito che poi indosseranno.

E’ spontaneo domandarsi, se sia più utile un regime di controllo a contratti già stipulati tra modelle grissino e maison, oppure un cambiamento di rotta generale, che veda impegnati nell’arco di tutto l’anno le case di moda, le agenzie per modelle, e le città che ospitano le sfilate.

L’auspicio è quello di sradicare una certa mentalità che non appartiene solo al mondo della moda, a nulla infatti servono le proibizioni dell’ultimo momento, piuttosto bisognerebbe cominciare a cambiare certi stereotipi mentali.

giulia di trinca