Svizzera – Libia, forse soluzione vicina

La Svizzera potrebbe cancellare la black list delle 186 personalità libiche solo se la Libia avvierà la scarcerazione dell’uomo d’affari elvetico Max Goldi, detenuto nel paese nordafricano per il reato di immigrazione clandestina. L’Ue: il dialogo con la Libia è fondamentale.

Sarebbe abbastanza vicina la risoluzione della crisi diplomatica scoppiata tra la Libia e la Svizzera. Questo è l’auspicio espresso dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, il quale ha ribadito a chi accusa di aver percepito Roma più vicina a Tripoli che l’Italia ha mantenuto nella crisi un atteggiamento “equidistante”, tra Tripoli e Berna. “Credo che ci siano oggi le condizioni per dire che il memorandum di intesa che la Libia e la Svizzera stanno negoziando possa essere firmato al più presto», ha proseguito il ministro Frattini davanti al Comitato parlamentare su Schengen, presieduto da Margherita Boniver.

La svizzera, quindi, potrebbe revocare la black list delle 186 personalità libiche, in cui sono inseriti il leader libico ovvero il colonnello Muammar Gheddafi e il ministro degli Esteri Koussa Koussa, personalità a cui è negato l’ingresso nei paesi dell’area Schengen. Ma la cancellazione della lista avverrà soltanto dopo che il secondo uomo d’affari svizzero, Max Goldi, condannato in Libia a quattro mesi di carcere per il reato di immigrazione clandestina, sarà scarcerato e potrà rientrare a casa.

Da Berna il ministro degli Esteri elvetico, Micheline Calmy-Rey, ha affermato: “facciamo tutto il possibile per risolvere la situazione. Capirete che non si tratta di cattiva volontà. Goldi – ha continuato Calmy-Rey – è ancora detenuto e la situazione è difficile e delicata”. Il dipartimento federale degli affari esteri svizzero ha confermato il rientro dell’imprenditore Rachid Hamdani, atterrato a Zurigo dopo aver lasciato l’ambasciata svizzera a Tripoli. Invece Goeldi, che si troverebbe all’interno di una cella all’interno del ministero della Giustizia di Tripoli, ha già avviato il procedimento per ottenere la grazia, ha chiarito il suo legale.

Bruxelles attraverso la nuova commissaria agli Affari interni, Cecilia Malmstrom, ha affermato che l’Ue è “in dialogo costante con la Libia e con la Svizzera per cercare di trovare una soluzione”, Berna “ha agito in modo corretto e ha seguito le regole” ma il dialogo con la Libia deve proseguire perché è fondamentale.

Michele De Chirico

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