Testimonianza: passante blocca, insultandolo, un ciclista che tenta di prendere a calci un cane

Qualche giorno fa, mi è capitato di assistere ad una scena che, da volontario animalista quale sono, non posso negare avermi divertito, passato il momento di tensione “in loco”.  Voglio quindi testimoniare un episodio che seppur intriso di una certa volgarità, va comunque interpretato come un puro gesto di cività.

Sono in giro per lavoro e sto percorrendo in macchina una via periferica di un paese dell’hinterland milanese. La via è larga,ma poco trafficata, almeno nell’ora in cui ci passo io, all’incirca le tre di pomeriggio. Quasi alla fine della suddetta via incrocio sul ciglio della strada un cagnolino, un incrocio bassotto che si nota subito essere abbastanza anziano. Mi fermo a “controllare” la situazione, cerco cioè di scoprire se quel cane è di qualcuno o si è perso; si vede subito che è pur anziano gode di ottima salute, possiede un collare e trotterella incoscientemente sul ciglio della strada.

 Appena parcheggiata l’auto però, nell’unico spazio vicino esistente, l’avventuroso bassotto attraversa allegramente la via, avvicinandosi a dei sacchi della spazzatura depositati sul marciapiede adiacente alla corsia opposta. Nel frattempo, a fianco a me, che sono ancora dall’altra parte della strada, mi sorpassa un ciclista, un extracomunitario non saprei dire di dove, se non limitandomi ad attribuirgli la provenienza  dalla zona Nord-Africana. Il cagnolino nel frattempo è intento ad annusare i sacchi, che per qualche motivo avevano destato la sua curiosità.

Il ciclista, improvvisamente ed  apparentemente senza nessuno scopo particolare, attraversa anch’egli la strada, transita  vicino al cane e scalcia contro di lui, scena che ho visto coi miei occhi da circa 6-7  metri di distanza. Il cane, che data l’età e la stazza non avrebbe dovuto essere troppo agile, sorprende sia l’attentatore che me, spostandosi di lato una frazione di secondo prima che gli arrivasse il calcio, evitando così qualunque danno. La schivata però causa il suo “ritorno” sulla strada, visto che i sacchi della spazzatura erano stati appoggiati vicino ad un albero presente sul marciapiede. Tutto si svolge a dir tanto in 3 secondi netti a dir tanto; il bassotto in strada mi distrae dal nervoso che mi stava salendo e mi sposto anche io in mezzo alla strada per segnalare ad un paio di auto che stavano sopraggiungendo in quel momento la presenza del cagnolino sulla carreggiata. Le auto rallentano, ma il ciclista però non se n’è ancora andato. A dir la verità stavo per urlargli dietro io qualcosa di assolutamente non ripetibile, ma qualcuno mi precede.

Che c.. lo prendi a calci , str..!” “vieni quà b… che ti faccio vedere io! ” e altre espressioni decisamente più pesanti giungono da dietro di me, un passante, un uomo sulla trentina, sul lato opposto rispetto a dove eravamo il bassotto io e il ciclista, ha notato la scena ed evidentemente la cosa non gli è andata giù.

A questo punto l’extracomunitario inverte il senso di marcia ri-attraversa la strada e punta dritto verso il passante, che non si sposta di un centimetro. Ero già pronto ad assistere ed eventualmente anche ad intervenire in una rissa ( per fermarla, ovviamente), ma straordinariamente non succede assolutamente niente, i due si squadrano per circa due secondi, nel mentre che la bici si avvicina al pedone, che tra l’altro inizia anch’egli a camminare; si sfiorano, s’incrociano, ma neanche una parola o un gesto, per fortuna.

Io sono ancora in mezzo alla strada,  nel frattempo il bassotto ha cambiato lato per l’ennesima volta, lo seguo, provo ad avvicinarmi ma mi ringhia, se ne va ed entra dentro un cortile di un capannone.

A questo punto ritorno al mio obiettivo originale, vale a dire cercare di capire se quel cane fosse di qualcuno o sia stato perso od abbandonato. Il capannone è un’officina meccanica dalla quale esce un signore anziano, gentilissimo, mi spiega che il cane è suo, l’ha trovato per strada e se l’è tenuto; io gli faccio presente che anche io  l’ho “trovato” per strada e che ha rischiato grosso, ma mi viene ribattuto che di solito non esce e che ha anche provato a legarlo per non farlo andare troppo in giro, ma il cane non sta assolutamente con una corda al collo e si agita troppo, al punto di provocarsi delle ferite da solo. Poi mi ringrazia e io me ne vado.

Uscendo, cerco ovviamente il passante che ha impedito con i suoi opportuni improperi,  la  violenza sul cagnolino, ma è sparito, entrato probabilmente in qualche condominio vicino, la via ne è piena. La cosa mi è dispiaciuta un po’, avrei voluto ringraziarlo e scambiarci quattro parole.

Di tutta la faccenda resta comunque oscuro il motivo dell’aggressione gratuita ad un animale che era lontano dall’aggressore, che non stava facendo alcun danno, non stava nemmeno abbaiando ( come se poi questo fosse un motivo per poterlo prendere a calci). La natura extracomunitaria dell’individuo probabilmente c’entra relativamente o per nulla, in Italia siamo pieni di violenze sugli animali perpetrate da nostri concittadini, anche se sarebbe preferibile non lo fossero.

A.S.

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