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Vancouver 2010 – Amarezza azzurra nel Gigante donne. Oro alla Rebensburg

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Forse non c’è più da essere delusi, dobbiamo solo rassegnarci al fatto che l’Italia dello sci alpino è partita per Vancouver con la speranza di vincere qualche medaglia ma si è dimenticata che nei mesi e negli anni precedenti andava fatta una giusta preparazione fisica e mentale che in Italia non è stata fatta mentre in altri paesi anche meno nobile del nostro sì.

Venendo alla cronaca di oggi, si è svolta la seconda manche dello Slalom Gigante femminile dopo che ieri era stata annullata per via della nebbia. Le speranze azzurre erano riposte tutte in Manuela Moelgg, ottava a solo 0″67 centesimi dal primo posto. L’azzurra è scesa nel momento giusto per ottenere un buon tempo, pochi discese dopo la visibilità è peggiorata e la neve si è sfaldata. Manuela è perfetta, bellissima da vedere ma giunta al secondo intermedio il suo vantaggio è già sfumato ed il ritardo dalla Suter, in testa in quel momento, è enorme. Chiude al 17° posto con un ritardo di 1″55 dalla vincitrice ed 1″41 dal podio, 26esimo tempo di manche. La peggior nota è che il suo piazzamento è anche il migliore per le italiane, mai in Coppa del Mondo quest’anno le gigantiste erano andate così male.

Unica nota lieta di oggi, se così si può dire, è Denise Karbon, per lei, 30esima ieri, partita per prima oggi, miglior tempo di manche. Questo fa aumentare il rammarico per l’errore di ieri che le è costato il grave ritardo di oltre 3″ impossibile da recuperare oggi. La Karbon recupera comunque molte posizioni e chiude con il 23° tempo totale a 2″26. Qualche posizione la recupera anche Federica Brignone, ventesima ieri, nono tempo di manche oggi che le vale il 18° posto ad 1″57. Alla giovane italiana non le si può imputare nulla, speriamo che questa Olimpiade le serva come bagaglio d’esperienza per i prossimi Giochi di Sochi 2014.

Nicole Gius chiude con il 20° tempo totale a 1″76, decimo tempo di manche oggi, sicuramente meglio rispetto a ieri, non ci voleva molto, ma nulla di straordinario. La Gius è la nostra ultima speranza insieme alla Moelgg per lo Slalom Speciale, ultima gara di sci alpino.

Venendo alla gara le condizioni di pista sono buone e quasi uguali per le prime 25 a scendere, poi la visibilità è peggiorata notevolmente e la neve si è sfaldata. Questo ha portato ad un totale stravolgimento del podio di ieri dopo la prima manche. La medaglia d’oro l’ha vinta a sorpresa la giovane tedesca Viktoria Rebensburg, mai vincitrice in Coppa del Mondo, partiva dal 6° posto conquistato ieri e questo fa aumentare il rammarico per la Moelgg perché dimostra che oggi scendendo bene si poteva ancora conquistare una medaglia.

La medaglia d’argento va alla Slovenia con Tina Maze che così bissa quello conquistato in Super-G. Anche per lei si tratta di una rimonta, partiva dal 5° posto e la vittoria le è sfumata per soli 4 centesimi di secondo. Terzo posto e dunque bronzo all’Austria con Elisabeth Goergl, in testa dopo la prima manche, riesce a difendersi nonostante le pessime condizioni della pista e chiude a 0″14 dalla vincitrice tedesca.

Tante le deluse anche perché le tre sul podio non erano tra le favorite. La delusione più grande arriva dalla Zettel, austriaca, favorita numero uno che sta dominando in Coppa del Mondo. Chiude al 5° posto con un ritardo di 0″42 dopo che ieri aveva chiuso al terzo posto. L’Austria non è mai riuscita nella sua storia a conquistare l’oro alle Olimpiadi invernali nello Slalom Gigante femminile. Deluse anche le tedesce, la Hoelzel, campionessa del mondo in carica, in lotta con la Zettel per la conquista della Coppa del Mondo di specialità chiude sesta a 0″47. La Riesch, in lotta con la Vonn per la conquista della Coppa del Mondo assoluta, conclude decima a 0″86. La finlandese Poutianen, vincitrice dell’ultimo Gigante di Coppa del Mondo, ha finito la sua gara al 13° posto ad 1″06. La statunitense Mancuso, campionessa olimpica uscente ha sì recuperato rispetto al 18° posto di ieri ma è finita soltanto ottava a 0″55.

Tante dunque le ragazze deluse da questo Gigante, non solo le nostre. Possiamo accontentarci del Mal comune mezzo gaudio”? Credo proprio di no e dunque sci in spalla e lavorare!!!

Salvatore Morelli