Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca

Autopsia sul corpo dell’addestratrice uccisa dall’orca: versioni discordanti; si cerca il video della morte.

CONDIVIDI
Tilly durante uno spettacolo

Tilly, soprannome dell’orca che ha ucciso la propria addestratrice circa due giorni fa, non verrà soppressa, i dirigenti del parco di Seaworld, in Florida, entro il quale si è consumata la tragedia hanno preso questa decisione:

«Ha un ruolo sociale importante nel gruppo, in quanto padre di altri cetacei, e continuerà ad accoppiarsi con le femmine del parco»

L’animale vale milioni di dollari ed è fondamentale per garantire nuovi cuccioli al Parco.
Francamente la soluzione di uccidere la bestia considerata assassina sarebbe stata totalmente ridicola: avrebbe avuto senso farlo soltanto per salvare Dawn, l’addestratrice deceduta durante l’attacco, ma ora che senso avrebbe?

Stiamo parlando di un’orca di cinque tonnellate che, per natura e indole, non è, precisamente, un animale da salotto. Non è necessario essere degli animalisti per rendersi conto che è ridicolo e grottesco “punire” il cetaceo che aveva già dato prova della propria natura tutt’altro che propensa ad essere addomesticata: Dawn è la terza persona che muore a causa dell’eccessiva confidenza data ad un animale che non è propriamente un cane da riporto. Inoltre i colleghi della sventurata hanno dichiarato che, anche volendo, non avrebbero potuto assolutamente prestarle aiuto durante l’aggressione in quanto Tilly era diventata troppo aggressiva e inavvicinabile.

Nel frattempo è stata effettuata l‘autopsia sul corpo dell’addestratrice; il medico legale non concorda con la versione ufficiale fornita dai vertici di Seaworld i quali sostengono che la donna sia accidentalmente scivolata nella vasca. Il coroner ha invece stabilito che la quarantenne sarebbe stata afferrata per la coda di cavallo e trascinata in acqua; la morte è quindi sopraggiunta non soltanto per annegamento ma anche per lesioni multiple.

Seaworld non ha reso noto se il macabro incidente sia stato ripreso dalle telecamere oppure da qualche turista che ha assistito allo show incriminato. Certo è che il materiale visivo sarebbe cruciale nelle indagini.

la Peta, un noto gruppo animalista (People for the ethical treatment of animals) è tornata a condannare l’uso di animali nei parchi a tema sostenendo che la tragedia del Seaworld «non doveva succedere».

Il particolare sconvolgente è che ci si sta ponendo un falso problema ovvero “l’orca deve morire o meno?”. Non ci si rende conto che quella di Dawn era una morte già annunciata, così come quelle che verranno in futuro; come si fa a spiegare ad un serpente velenoso che non deve mordere? Forse è più saggio lasciarlo in pace nel proprio habitat e prendersi un cagnetto al canile. Ma il buonsenso e il buongusto sono passati così di moda?

Valeria Panzeri