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Deputati tedeschi espulsi dal Parlamento per protestare contro la guerra in Afganistan

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I deputati del gruppo parlamentare tedesco Die Linke (La Sinistra), sono stati espulsi dalla sala del Bundestaf per essere entrati in una riunione muniti di cartelloni per protestare contro la guerra in Afganistan. Ciascuno di questi cartelloni portava infatti scritto sopra i nomi delle vittime civili che morirono durante il bombardamento di due camion cisterna, avvenuto a Kundus il 4 settembre scorso. L’attacco fu ordinato dall’allora comandante del contingente tedesco in questa aerea, George Klein, e costò la vita a 140 persone.

 L’espulsione dei deputati del Die Linke, un partito formato da ex comunisti e dai dissidenti socialdemocratici, gli esclude dalla votazione, in programma per oggi, prevista per aumentare il numero dei soldati tedeschi in Afganistan. La mozione, presentata dalla coalizione del cancelliere Merkel, se approvata, incrementerebbe il numero dei soldati dai 4500 attuali ai 5350 previsti. Ciò in contrapposizione alla maggioranza dei sondaggi che segnalano come il 65% dei tedeschi è contrario alla presenza delle truppe tedesche in Afganistan.

Del nuovo contigente, circa 500 soldati saranno destinati a rinforzare la missione già esistente per compiti di protezione, e i 350 restanti faranno parte di un gruppo di riserva. Questi potranno essere utilzzati durante la celebrazione delle elezioni parlamentarie afgane nel mese di marzo.

Nel Parlamento tedesco 429 deputati hanno appoggiato la proposta del governo di centrodestra del cancelliere Angela Merkel, votando a favore, mentre che 11 hanno votato contro il progetto e 46 si sono astenuti. 

Il diputato storico dei Verdi, Han Christian Ströbele, ha criticato la decisione di espellere i deputati della Sinistra, che “non facevano nessun rumore”.