Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Il decreto emergenze è legge

Il decreto emergenze è legge

Il decreto emergenze è diventato legge. Con 136 a favore, 105 contrari e 6 astenuti, il Senato ha dato il via libera al disegno di conversione in legge del decreto sulla fine dell’emergenza rifiuti in Campania e sull’emergenza Terremoto in Abbruzzo. Hanno votato a favore Pdl e Lega, contro Pd, Idv e Udc.

Il provvedimento è stato epurato della Protezione civile spa e dello scudo per i commissari all’emergenza rifiuti in Campania, in più la Protezione civile non vigilerà sula Croce Rossa italiana. E’ stata cancellata anche una norma che prevedeva l’inquadramento come dirigenti di prima fascia del ministero dei Beni culturali dei dipendenti che già esecitavano funzioni dirigenziali. Il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso, aveva dichiarato che la norma riguardava una sola persona. Secondo la Uil la misura avrebbe riguardato l’attuale capo di gabinetto del ministro Bondi, Salvatore Nastasi.

Per quanto riguarda le zone colpite dal sisma, il presidente della regione Abbruzzo assumerà l’incarico di commissario delegato per la ricostruzione dei territori, mentre saranno sospesi i tributi per 6 mesi per tutte le situazioni dove si registrano calamità. L’emergenza rifiuti i Campania, invece, è stata definitivamente dichiarata chiusa in data 31 dicembre 2009.

La seduta di voto non è pero stata semplice; il presidente di turno Domenico Nania ha sospeso i lavori dell’aula del Senato per cinque minuti, in seguito alle proteste dell’opposizione nei confronti del capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri, reo di aver affermato, durante il suo intervento che ci sarebbe una “continuità ideale nella corruzione a sinistra tra Bassolino e De Luca che di reati ne ha già collezionati tanti”.

Sempre da Palazzo Madama, oggi è arrivato l’ok alla trasformazione in legge del decreto milleproroghe con 134 senatori a favore, 99 contrari e 4 astenuti. Tra le modifiche, che erano state già apportate dalla Camera, c’è il ripristino dei fondi per l’editoria, che erano stati tagliati dall’ultima finanziaria.

Stefano Bernardi