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Finanziamenti: giù i prestiti personali, boom delle cessioni del quinto ai pensionati

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Sarà per la crisi economica con cui le famiglie sono costrette a fare i conti o sarà per una maggiore consapevolezza a non sottoscrivere troppi impegni finanziari che possano andare a gravare a fine mese o ancora sarà a causa di una combinazione tra entrambe le spiegazioni, ma resta il fatto che il 2009 si conclude con un calo dei prestiti personali pari all’11,3 rispetto al dato dell’anno precedente.

A rivelarlo sono i dati dell’Assofin, l’associazione che raggruppa gli operatori del credito italiani. Per il settore dei finanziamenti si tratta di un brusco ritorno alla realtà dopo che negli anni scorsi tutti i prodotti finanziari di prestito, avevano conosciuto solo continui incrementi per numero di operazioni e volumi dell’erogato.
Nello specifico il tracollo riguarda sopratutto il settore del finalizzato, ossia il credito al consumo erogato per l’acquisto a rate di determinati beni e servizi direttamente nei punti vendita con la società finanziaria convenzionata, che ha fatto registrare un -16,7%. Meno auto quindi ma anche meno vacanze a rate, quest’ultime esempio emblematico negli anni passati di uno stile di vita vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Più contenuto, ma comunque molto significativo, il dato relativo ai prestiti personali che hanno segnato una contrazione del 13,9%. Nella categoria rientrano i finanziamenti del cosidetto non finalizzato, i contratti di prestito ossia che non vengono sottoscritti con un convenzionato per l’acquisto di un bene o servizio da lui venduto, ma direttamente con la società finanziaria e che vengono rimborsati con addebito sul proprio conto corrente o tramite il versamento con bollettini postali.

I prestiti personali il cui rimborso avviene con trattenuta diretta sulla busta paga, la cosidetta cessione del quinto dello stipendio, sembrano invece essere il segmento creditizio che riesce a tenere maggiormente, nonostante il brusco calo tra il dato riferito ai primi mesi del 2009 (+ 27,9%) e quello che poi è stato il risultato complessivo dell’anno attestatosi ad un modesto +4,1%. Ad andare in controtendenza sono solo le cessioni del quinto riservate ai pensionati, che fanno registrare una variazione di segno positivo del 30%.

Nel complesso quindi sembrerebbe che gli italiani, stimolati sicuramente dalla crisi, siano tornati a riflettere su ciò che effettivamente sia loro necessario, salvaguardando il proprio reddito da operazioni che negli ultimi anni erano diventate veramente troppo istintive, salvo poi presentare il loro salato conto a fine mese e con le rate in carico.

Enzo Lecci