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La mostra su Fabrizio De André arriva a Roma

Fabrizio De André

E dopo il successo di Genova e Nuoro adesso tocca a Roma ospitare, presso la sontuosa location dell’Ara Pacis, la mostra tutta dedicata a Fabrizio De André, cantautore e poeta dei nostri tempi, acuto osservatore e cantore di tutte le trasformazioni ed i cambiamenti della nostra società. Si tratta di un’esposizione interattiva che sarà ospitata dalla Capitale dal 24 febbraio al 30 maggio e che proporrà, tanto per citare un brano del cantautore genovese, un vero e proprio ‘Testamento’. Un’esperienza che potrà legare in modo intimo ogni visitatore con il poetico ed affascinante mondo di ‘Faber’.

“Non volevamo una mostra statica, senza vita – dice Dori Ghezzi, vedova di De André – il nostro desiderio era di rappresentare tutti gli aspetti di Fabrizio da quelli più seri e impegnai a quelli più gioiosi e circensi con i quali si prendeva in giro e mostrava la sua autoironia“. Questa mostra si prefigge il compito di raccontare tutto l’universo dell’artista di Genova, sviluppando in quattro ambienti le quattro tematiche legate al cantautore: la Poetica, la Musica, i Personaggi e la Vita, rispettivamente curate da Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Peti Morgia. “Mi piace l’idea che questa mostra sia concepita come una grande tournee di Fabrizio – afferma Vincenzo Mollica- un tour che si perpetua all’infinito e che lui ci regala ancora oggi, fatto anche di foto, manoscritti e tanti retroscena che in genere non vengono mostrati durante un concerto”.

Ci saranno poi, nella Nicchia sotto il monumento dell’Ara Pacis, quattro teche con tutte le tracce più significative della vita di De André appositamente selezionate, dai primi bigliettini scritti alla madre Luisa ad una biografia stilata a mano dalla stessa madre e ancora appunti, citazioni ed una lettera al poeta Mario Luzi. “Aver portato una figura di cantautore che abbiamo imparato a conoscere come grande poeta in un luogo come l’Ara Pacis – specifica l’assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi- è un segno importante dei tempi e di come viene recepito un genio come quello di De Andrè”. Un talento, quello di Fabrizio De André, che secondo Croppi può valergli un paragone affascinante con Caravaggio. “So che il paragone è azzardato, ma io credo che Caravaggio abbia fatto per l’arte quello che Fabrizio ha fatto per la musica – ha detto infatti Croppi- entrambi hanno pescato nei bassifondi, nell’umanità, nella vita per poi sublimarlo nella loro arte”

Andrea Camillo