Home Lifestyle Salute L’Italia dice no all’analgesia epidurale, come mai?

L’Italia dice no all’analgesia epidurale, come mai?

Come mai si continua a dire no davanti al tentativo di parto indolore? Come mai una donna deve partorire con dolori terribili? Vi é un metodo per evitare tutto ciò, ovvero agevolando le manovre di parto naturale attraverso l‘analgesia epidurale, ma come mai non viene mai offerta negli ospedali?
Nel nostro paese, negli ospedali pubblici questo tipo di pratica viene offerta alle donne fin troppo poco (appena il 16%), é vero che solo le strutture attrezzate possono permettersi di praticarla, ma la richiesta delle donne in procinto di partorire é circa il 90%.

L’epidurale in Italia é una sorta di Terra promessa fatta esclusione per regioni come la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna dove tale pratica è più diffusa e si può contare un incremento nella sola Lombardia che passa dall’8% del 2006 al 16% dell’anno seguente
E’ vero che non c’è da gioire perché stiamo trattando ancora cifre troppo basse, ma vi é comunque una tendenza di novità e cambiamento rispetto a quanto é stato improntato dal passato.
Lo scorso anno in Veneto é stato raccolto un milione di euro per permettere agli ospedali di attuale questo tipo di anestesia, e nella Regione Emilia Romagna é stato previsto che almeno una struttura ospedaliera per ogni provincia deve poter offrire l’epidurale.

Bisogna cercare di spiegare che il dolore durante il parto non é solo una questione di un qualsiasi capriccio al femminile; le nuove tecniche permettono di personalizzare la somministrazione dell’analgesico a seconda delle proprie esigenze. In questo modo si va ad evitare il dolore anche se per brevissimi momenti; in merito a tutto ciò é sceso in campo l’osservatorio nazionale sulla salute della donna (ONDA), che si augura che presto si possa ottenere una struttura ospedaliera che possa offrire alle donne tutti i servizi richiesti.
Si stanno anche raccogliendo le firme per sostenere una vera petizione affinché tutte le strutture ospedaliere possano concedere tale scelta alla futura mamma.

Alessandra Battistini