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Mills: sentenza definitiva. Per Berlusconi inizia il conto alla rovescia

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Roma, 25 febbraio. Dopo quattro ore e mezzo di consultazioni in camera di consiglio, le Sezioni Unite penali della Cassazione, presiedute da Torquato Gemelli, presidente aggiunto della Suprema Corte, hanno così deciso: per l’avvocato Mills prescrizione senza proscioglimento nel merito.

“Ora posso tornare a vita normale”, è stato quanto commentato a caldo da Mills all’uscita dal tribunale. Ma la sentenza ha deciso altresì per l’annullamento senza rinvio del verdetto già emesso dalla Corte di Appello di Milano lo scorso 27 ottobre. Resta dunque condannato, Mills, al risarcimento in favore di Palazzo Chigi per 250 mila euro.

Non è stato concesso infatti il proscioglimento nel merito del fatto contestato, come  chiesto invece dal sostituto procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani. Resta dunque l’obbligo a carico di Mills di rifondere quantomeno il cosiddetto danno all’immagine subito dalla Presidenza del Consiglio per l’intralcio al corretto funzionamento della giustizia. Intralcio che si è concretizzato a causa delle testimonianze reticenti fornite nei processi intitolati “All Iberian” e “Tangenti alla Guardia di Finanza”.

La sentenza di prescrizione ha potuto esser pronunciata grazie ad un cavillo attraverso il quale il Pg Ciani (notoriamente poco indulgente, e peraltro lo stesso che ha a suo tempo chiesto ed ottenuto la  condanna di Anna Maria Franzoni) ha dimostrato che il denaro ottenuto in cambio delle svariate false testimonianze era stato nelle mani di Mills già alcuni mesi prima del febbraio del 2000, in cui ha monetizzato la somma per rendere meno evidente l’operazione commessa. In ragione dell’anticipo con cui era stato pagato, dunque, Mills ha potuto ottenere che fosse prescritto il suo reato.

Riguardo, invece, il processo strettamente connesso con le sorti giudiziarie di Mills, e che vede coinvolto il premier Silvio Berlusconi, le udienze riprenderanno, salvo intoppi di varia natura, come sembra abituale che sia, sabato prossimo innanzi alla corte del Tribunale di Milano.

Secondo varie fonti legate all’ambiente della difesa dell’avvocato Mills nel procedimento, parrebbe che il processo a Berlusconi non abbia, come temuto da più parti, un immediato effetto “cancellazione” in relazione alla prescrizione di reato di cui ha potuto godere oggi Mills. La prescrizione stessa, infatti, non indica che il reato non abbia avuto luogo, ma unicamente che sono decorsi i tempi utili per procedere ad una condanna. Il reato in sé dunque, persiste, e per Berlusconi inizia il conto alla rovescia degli undici mesi mancanti che mancherebbero alla possibilità di prescrizione anche per il suo caso.

Già il provvedimento del lodo Alfano ha permesso al processo a carico del premier di esser sospesio per circa un anno. Staremo a vedere se nei prossimi undici mesi si arriverà ad elaborare altri espedienti o qualche forma di intrattenimento altro loco, per lasciar decorrere gli undici mesi senza che si possa pronunciare una sentenza. In caso contrario, sussistendo tutti i fatti e le prove della fattispecie di reato commessa dall’avvocato Mills e dunque in modo complementare da Berlusconi, la condanna, sulla carta, sembrerebbe esser già scritta ed inevitabile.

Sandra Korshenrich