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Olimpiadi invernali, A Vancouver Carolina Kostner e il suo fallimento storico

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Che dire? E’ difficile o forse troppo semplice descrivere la prestazione della pattinatrice italiana. Da Carolina Kostner tutti si aspettavano un trionfo e invece cosa porta a  casa l’atleta azzurra solo uno scandalosissimo 16° posto. E’ difficile perchè da una che ti aspetti la medaglia d’oro non ti aspetti che si classifichi 7ma dopo lo short program però glielo perdoni perchè ti dicono che Carolina andrà forte dopo. E allora tu aspetti e ti illudi pensi che i suoi salti faranno perdere la testa alla giuria, pensi che si sono sbagliati a darle quel punteggio e pensi addirittura che le avversarie si inchoneranno di fronte a lei. E allora poi diventa tutto facile dopo che hai assistito alla peggiore prova della sua carriera. Diventa facile usare termini poco carini nei confronti di chi ti doveva regalare la medaglia.

Ma forse è anche ora che la ragazza di Bolzano  inizi a essere attaccata e si renda conto che non può fare così. Si renda conto soprattutto che cadere 4 volte durante l’esecuzione di un programma non è da campionessa. Si renda conto che chi è arrivata sul podio ha qualcos’altro nel sangue: talento, concentrazione, sacrificio, amore per il ghiaccio. E non giustifichiamoci dietro l’età perchè la medaglia d’oro va a una certa sud coreana che di anni ne ha 19 e che esegue il suo programma in  modo perfetto battendo addirittura i record del punteggio. Anche su di lei c’era la stampa, c’era il fiato della sua Federazione ma la sudcoreana è scesa in pista e ha dimostrato a tutti il suo valore. Era chiedere troppo pattinare senza cadere 4 volte ed arrivare magari un pò più in alto? Sembrerebbe di si visto il risultato di ieri.

E l’atleta canadese che ha pattinato dopo il recente lutto per la perdita di sua madre? Lei ce l’ha fatta , è arrivata terza, ha vinto il suo bronzo e ha dimostrato cosa vuol dire essere una campionessa. Carolina non l’ha fatto. E non parliamo di sogno infranto perchè è stata lei a infrangerlo. 

Meglio non continuare perchè alla fine resta sempre la più grande pattinatrice italiana ma dovrà fare qualcosa se vorrà ritrovare la fiducia del suo pubblico. Così non va proprio.

Sul podio salgono: Yu-Na Kim, Mao Asada, Joannie Rochette.

 

Filomena Procopio

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