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Palermo: Fragalà non sopravvive all’aggressione

Dopo tre giorni di coma e disperati interventi all’ospedale Civico di Palermo, si è spento oggi il noto penalista, Enzo Fragalà. Martedì sera l’avvocato, esponente del Pdl, era stato brutalmente aggredito da un uomo che lo aveva colpito, con inaudita violenza, utilizzando una pesante mazza di legno.

Ad assistere all’attentato, avvenuto davanti allo studio legale di Fragalà (a due passi dal Palazzo di Giustizia), tre testimoni che non hanno potuto fornire dettagli precisi sull’aggressore, dal momento che indossava un casco integrale che ne copriva completamente il volto.

Le gravi lesioni cerebrali riportate dal penalista palermitano, prontamente trasferito all’ospedale Civico di Palermo, avevano da subito rilevato un quadro clinico disperato. La pista maggiormente battuta è al momento quella professionale; gli inquirenti stanno passando al setaccio le ultime cause seguite da Fragalà nel tentativo di reperire qualche indizio che possa incoraggiare la formulazione di ipotesi più robuste.

Grande preoccupazione desta per il momento l’assistenza che l’ex consigliere comunale di Palermo aveva fornito a 5 professionisti che avevano deciso di confessare il loro passato da prestanome e da complici di boss come Nino Rotolo, Sandro Capizzi e Giuseppe Scaduto. Decisione che avrebbero potuto scatenare la disapprovazione dei malviventi e di conseguenza causare l’organizzazione del brutale attentato che ha procurato la morte del penalista.

“Sarà compito di tutti – ha scritto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in una nota diramata appena appresa la notizia del decesso di Fragalà –  impegnarsi per ricordarne la memoria e sarà compito specifico di tutti gli operatori di giustizia fare il massimo senza fermarsi finché non saranno individuati gli assassini e gli eventuali mandanti”.

Nel pomeriggio di domani il feretro verrà esposto al Palazzo di Giustizia di Palermo, dove sarà allestita la camera ardente, mentre lunedì verranno celebrati i funerali.

Maria Saporito