Processo Berlusconi, Mills fu corrotto. Per il Tg1 no

La Corte di Cassazione, con una sentenza giunta nel tardo pomeriggio di ieri, ha stabilito che l’avvocato inglese David Mills si è reso colpevole di corruzione in atti giudiziari, per il processo “All Iberian” che vide coinvolto anche il premier, ma che, al tempo stesso, essendosi il fatto consumato nel 1999 e non nel 2000, come precedentemente stabilito dalla sentenza di secondo grado, il reato può essere prescritto.
Un elemento che non scagiona automaticamente Silvio Berlusconi, in quanto il fatto sussiste, ma che sicuramente aumenta le possibilità che anche il processo che lo riguarda, riaperto dopo la bocciatura del Lodo Alfano, possa risolversi con una prescrizione.

Eppure, secondo il Tg1 di Minzolini, “simpaticamente” ribattezzato “Scondinzolini” dai terremotati aquilani, Mills sarebbe addirittura innocente.
L’odierna edizione del telegiornale, infatti, si è aperta con la notizia “dell’assoluzione” dell’avvocato inglese, subito ripresa dal conduttore, Paolo Di Giannantonio, che annuncia il servizio parlando di reazioni politiche alla “sentenza di assoluzione”.
Il meglio del trasformismo, però, è offerto da “Il Giornale” e da “Libero” che, come tutti i principali quotidiani, dedicano al caso-Mills la prima pagina.

Per il quotidiano di Vittorio Feltri, quella di ieri è  una “vittoria di Berlusconi”, mentre “Libero”, diretto da Maurizio Belpietro, titola “Silvio assolto”.
Si festeggia, così, il fatto che il premier alla fine non sarà processato e anche questa volta se la caverà.
“Il Resto del Carlino”, invece, si accontenta di spiegare che “la bomba Milss non c’è più”.
Poco importa che, alla fine della fiera, Mills rimanga un corrotto che ha danneggiato il processo All Iberian in cui era coinvolto Berlusconi.
Corrotto da chi? Questo non è dato saperlo.

L’informazione nostrana, d’altronde, non è certo nuova a queste operazioni al confine della manipolazione.
Quando, non molti anni fa, tutti i principali quotidiani dedicarono ampio spazio ad Andreotti che veniva scagionato da tutte le accuse che lo legavano alla mafia, a nessuno venne in mente di leggere la sentenza che spiegava come il senatore a vita fosse responsabile del reato di associazione a delinquere, prescritto, fino al 1980, cioè prima che, nel 1982, fosse introdotto, grazie a una legge del deputato comunista Pio La Torre ucciso dalla mafia, il reato di associazione mafiosa.