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Puntata illuminata di Annozero: si parla di droga senza banalità, Morgan presenzia

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Puntata pregna di ospiti culturalmente ben più elevati rispetto alla solita fauna politica che, solitamente, bazzica nello studio di Annozero.

Da Antonio Scurati a Marco Castoldi passando per Mauro Pagani ad altre eminenti presenze, poste sotto l’egida di Michele Santoro.
L’argomento portante è la droga e la responsabilità che, plausibilmente, la società odierna si deve accollare nei riguardi della gioventù.

Interessante è la modalità con la quale vengono trattate queste tematiche: c’è, da parte dei musicisti e degli intellettuali presenti, una capacità di suggerire riflessioni tutt’altro che banali (finalmente). Notevole la lucidissima analisi della nostra “società malata” proposta da un acuto Mauro Pagani. Santoro gli tributa i suoi complimenti asserendo che le sue riflessioni sono, probabilmente, quanto più di sensato e logico sia mai stato proferito presso il celebre studio di Raidue.

Stona, francamente, l’intervento di una ragazza che si occupa di regia, fra il pubblico parlante. La giovane asserisce che bisogna smettere di fare passare messaggi sbagliati: quali, per esempio, il fatto che dallo spinello si debba passare automaticamente e con facilità alla cocaina o peggio. Ma il vero scivolone arriva quando la regista asserisce “La droga ti apre le porte dell’arte“. Aggiungendo infine che per il consumo di marjuana non muore certo nessuno.

Questo intervento stride con gli interessanti spunti di riflessione emersi fino a quel momento. Morgan stesso aveva, pochi minuti prima, negato il “superpotere” creativo che le sostanze stupefacenti potrebbero ispirare ricordando celebri esempi quali Depeche Mode, David Bowie e Lou Reed che, soprattutto agli esordi, hanno ampiamente abusato di droghe di ogni specie; una volta disintossicati la loro vena creativa non solo non ha perso smalto, bensì ha fatto passi avanti.

In seguito il cantautore, al pianoforte, propone il brano che avrebbe dovuto portare a Sanremo ovvero “La sera” e la domanda viene spontanea: perché da Raiuno doveva sparire per motivi “etico-educativi” mentre, a nemmeno una settimana dalla fine del Festival, su Raidue il musicista può non soltanto esibirsi ma anche parlare tranquillamente?

Misteri insolvibili.

Valeria Panzeri