Reazione del governo turco al tentato golpe

Dopo il presunto colpo di stato tentato da una parte delle forze armate, la reazione del governo turco non si è fatta attendere. Ieri erano stati liberati alcuni ex generali, ma oggi sono stati effettuati nuovi arresti. Il governo guidato da Erdogan mostra sicurezza, ma non è chiara la portata del golpe sventato.

Segnali apparentemente contraddittori arrivano dal governo turco del premier Tayyip Erdogan.

Ieri sera erano stati liberati due generali in pensione, l’ex comandante dell’Aeronautica Ibrahim Firtina e l’ex comandante della Marina Ozden Ornek. Oggi un tribunale di Istanbul ha ordinato l’arresto di altri 11 ufficiali.

Il conto dei militari detenuti sale a 31 su un totale di 49 accusati di essere stati coinvolti in un tentato golpe che, nel 2003, mirava a rovesciare il governo imperniato sull’AKP, il partito islamico Giustizia e Sviluppo.

Il lungo summit tenuto ieri ad Ankara tra Erdogan e il generale Ilker Basbug, capo di Stato Maggiore interforze, con il presidente Abdullah Gul nel ruolo di “mediatore”, non ha rassicurato sull’esito di questo scontro istituzionale.

Nonostante il comunicato ufficiale facesse riferimento al rispetto della Costituzione e al comune senso di responsabilità verso il Paese, la tensione non si è dissolta.

I militari turchi hanno alle spalle la tradizione laica di Kemal Atatürk, “padre” della moderna Turchia uscita dalla dissoluzione del potere ottomano. Uno spirito laico che ha permeato le istituzioni del Paese fino al successo elettorale dell’AKP.

Gli aperti riferimenti all’islam del partito di Erdogan hanno provocato la diffidenza di una parte delle forze armate e della magistratura che, già nel 2008, aveva tentato di dichiarare fuori legge il Partito Giustizia e Sviluppo. La Corte Costituzionale lo aveva accusato di attentare alla laicità dello Stato e di voler trasformare la Turchia in una repubblica islamica.

Non è chiaro se la notizia del tentato golpe del 2003 (che si aggiunge a un altro presunto colpo di stato del 2007, anche questo seguito da numerosi arresti) sia fondata o se sia un tentativo del governo Erdogan di attaccare le forze di opposizione e in particolare le forze armate, uno dei punti di riferimento per i turchi per le ragioni storiche sopraccennate.

Gli “eredi” di Atatürk fanno ancora paura all’AKP che detiene le maggiori cariche del Paese e che ha messo in difficoltà i mass media “non allineati”?

L. Denaro

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