Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica

Schifani e lo scandalo (mai notato) del voto all’estero

CONDIVIDI

Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha finalmente aperto gli occhi sulle procedure di voto dei nostri concittadini all‘estero. Una rivelazione improvvisa che lo ha definitivamente (e tempestivamente) “illuminato” sull’opportunità di intervenire in maniera muscolare.

“La legge per l’elezione degli italiani  all’estero – ha tuonato – è una legge che va immediatamente cambiata,  perché il voto per corrispondenza è uno scandalo. Consente tipologie di attività illecite, l’acquisizione del voto a volte pagandolo. Dobbiamo immediatamente procedere alla rivisitazione del voto per corrispondenza – ha insistito Schifani – e affermare regole di pulizia attraverso cui si garantisca l’effettività di residenza all’estero dei candidati”.

Tanto zelo, da parte della seconda carica dello Stato, arriva in concomitanza al polverone giudiziario che sta travolgendo il senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, sulla cui presunta collusione con le ‘ndrine calabresi – che gli avrebbero procurato la vittoria elettorale – la Procura di Roma indaga.

Nè Schifani nè alcun’altro membro del Parlamento si era, infatti, fino a questo momento reso conto della necessità di intervenire con urgenza sulle procedure elettorali degli italiani che vivono all’estero. Il caso Di Girolamo ha, insomma, favorito una globale presa di coscienza politica; una consapevolezza ormai granitica che – adesso – tutti vogliono rivendicare con forza.

“È positivo – ha commentato Francesco Tempestini, capogruppo Pd in commissione Affari Esteri – che da parte di Schifani e Pisanu ci sia accordo nel modificare la legge elettorale per gli italiani all’estero. Il Partito Democratico sostiene da tempo che la modifica è assolutamente improcrastinabile. È necessario innanzitutto eliminare il voto per corrispondenza che è fonte di vero scandalo. Noi proporremo un testo in Parlamento – ha concluso Tempestini – e siamo disponibili a confrontarci per arrivare a un ampio consenso”.

Meno disposto a riconoscere la “bontà” dell’improvvisa presa di posizione di Schifani è, invece, Enrico Letta. “Schifani faccia un pubblico mea culpa sulla vicenda Di Girolamo – ha dichiarato il vicesegretario del Pd – il presidente del Senato oggi si straccia le vesti, ma non mi risulta che abbia biasimato la maggioranza di centrodestra quando lo salvò”. 

 “Il centrodestra – ha aggiunto Enrico Letta – scopre adesso chi è Di Girolamo, quando la frode documentata della sua elezione e la richiesta di arresto furono respinte con sdegno. La maggioranza fa finta di non conoscerlo, dimenticando che l’anno scorso ne operò il salvataggio”.

Ancora più impietosa l’analisi del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. “Basta ipocrisie – ha detto – non è il sistema elettorale degli eletti all’estero che è una barzelletta, a non funzionare. L‘assurdità è che ci siano dei parlamentari eletti all’estero. E dopo le negative esperienze accumulate in due legislature – ha aggiunto il ministro leghista – spero che tutti, come il sottoscritto, siano giunti alla conclusione che non c’è alcuna necessità di avere deputati e senatori eletti all’estero”.

Per Calderoli, insomma, i cittadini italiani che risiedono all’estero dovrebbero votare solo per i parlamentari che stanno in Italia “perché nel nostro Parlamento deve sedere chi vive, lavora e paga le tasse, a casa nostra”.

Più morbida la soluzione proposta da Antonio Razzi, deputato Idv eletto nella circoscrizione Europa. “Da tempo – ha spiegato – Italia dei Valori insiste sulla necessità di cambiare la legge elettorale per l’elezione dei parlamentari italiani all’estero. In tempi non sospetti è stata depositata una mia proposta di legge per introdurre il voto elettronico e abolire quello per corrispondenza”.

“Il voto elettronico – ha precisato Razzi – è l’unica modalità che permette di scongiurare i brogli elettorali, irregolarità che si sono sistematicamente ripetute sia nelle elezioni del 2006 e quelle del 2008. Se il centrodestra ha intenzione seriamente di modificare il sistema di voto all’estero – ha concluso – calendarizzi la nostra proposta di legge e la porti subito in Parlamento”.

Maria Saporito