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Susan Boyle non ce la fa, i fratelli allarmati: “Rischia il collasso”

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Beata solitudine. Chi avrebbe mai scommesso che il sogno di diventare noti, famosi e sopratutto ricercatissimi e ricchi si sarebbe trasformato in uno spaventoso incubo ad occhi aperti? E’ ciò che sta capitando a Susan Margaret Boyle, la cantante scozzese con un grosso talento per la musica, che salita sul palco del programma inglese a caccia di voci uniche, “Britain’s Got Talent” terza edizione e cantando il brano tratto dal musical “Les Mirables”, “I Dreamed a Dream” che l’ ha fatta conoscere al mondo, giunse seconda, non vinse il talent ma in compenso le si spalancarono le maestose porte del successo e della notorietà.

“Addio vita tranquilla” avrà pensato la 49enne scozzese che fino ad allora aveva vissuto a Blackburn, accudendo la madre e covando un sogno, il canto. Fatto sta che la fama è arrivata troppo in fretta per Susan, non era preparata minimente ad un successo di tale portata ed ha subìto il contraccolpo nel passare dall’ assistere la sua casa e svolgere le attività di una normale quotidianità a viaggiare in continuazione da una parte all’ altra del mondo, presiedendo a manifestazioni, tenendo concerti, esibendosi in piazze, teatri e programmi televisivi.

L’ ultima grande apparizione di Susan è datata di recente, quando ha fatto il suo ingresso sul palco dell’ Ariston durante la sessantesima edizione del Festival di Sanremo; ha cantato il suo cavallo di battaglia, con la sua proverbiale timbrica vocale, chiara e senza tentennamenti ed ha dichiarato alla Clerici che “I sogni non hanno data di scadenza e possono essere sempre realizzati”, facendo riferimento al suo di sogno. Ma per Susan, sono in continuo agguato terribili mostri come l’ insonnia, gli attacchi di panico, l’ instabilità pschica e la nevrosi ed i fratelli Gerry e John lanciano l’ allarme per la salute precaria della sorella:

“Viaggiare di continuo e la fama sono estenuanti. Lei ha ancora i suoi stati di ansia e solitudine”, ha raccontato Gerry Boyle. E un altro fratello, John, ha rincarato la dose: “Necessita di assistenza ventiquattr’ ore su ventiquattro. Ha bisogno di qualcuno che si occupi di lei”.

Susan è stata già ricoverata in una clinica psichiatrica lo scorso giugno a causa di crisi nervose acute e continue; aumentano inoltre le fissazioni e le paure della cantante, preda di ossessioni: ha infatti voluto installare un modernissimo sistema di allarme attorno alla sua abitazione, attivo 24 ore su 24 per paura che qualche fan entrasse indisturbato in casa e compiesse qualcosa di sgradevole. La notte resta comunque il momento peggiore da superare per Susan, come racconta l’ amica, Lorraine Campbell:

“Lei sa che può venire da me in qualunque momento. Se è triste, rimane la notte. Le sue guardie del corpo la accompagnano e io la mattina la riporto a casa. È stata da me una settimana fa. La notte è un momento brutto per lei”.

Gionata Cerchiara