Thailandia, il “Berlusconi d’Asia” condannato per causare danni milionari allo Stato

CONDIVIDI

L’ex primo ministro tailandese,  Thaksin Shinawatra, conosciuto come il Berlusconi d’Asia per aver costruito quasi dal nulla una grande fortuna nel mondo della comunicazione, è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale Supremo del suo paese per aver abusato del suo potere e causato danni milionari allo Stato.

Il Tribunale Supremo considera che le azioni dell’ex primo ministro non solo gli servirono per arricchirsi, ma costarono allo Stato danni per il valore di 60.000 milioni di bhat (1335 milioni di euro). I nove magistrati del Supremo fanno riferimento  all’evasione fiscale che Thaksin si auto- permise dopo la vendita del gruppo Shin Corporation al consorzio statale di Singapur, Temasek, per 19000 milioni di dollari.

Thaksin arrivò al potere nel 2001, conquistando le simpatie popolari con la sua immagine di “self made man”. Durante i cinque anni vissuti al potere, la sua già ingente ricchezza aumentò ulteriormente, attirando verso l’ex ministro le gelosie dell’elite tailandese. Dopo il colpo di stato dell’esercito nel 2006, circa 1,554 milioni di euro appartenenti Thaksin furono congelati.

La decisione del Tribunale, che implica la confisca della maggior parte dei beni di Shinawatra che ancora si trovano in Thailandia, ha creato massima allerta nel Paese per timore di rappresaglie da parte dei seguaci dell’ex ministro deposto, conosciuti come le “camicie rosse”. L’opposizione, riunita nel “Fronte Unito per la Democrazia e contro la Dittatura” (UDD), si è limitata però a sporadiche  manifestazioni per le strade della capitale, convocando una mobilizzazione massiva per il 14 marzo. Il loro obiettivo è la dissoluzione del parlamento e la convocazione di nuove elezioni.

Poco prima della sentenza, Thaskin si è rivolto ai suoi seguaci in videoconferenza dal suo esilio di Dubai, affermando che ha conquistato tutta la sua ricchezza con “il duro lavoro, sudore e il cervello”. Sicuramente la confisca del denaro congelato in Thailandia non causerà problemi economici all’ex primo ministro o ridurrà la sua capacità di organizzare l’opposizione. Dopo la sua destituzione, il magnate ha acquistato ville lussuose a Londra, Hong Kong e Dubai, e ha comprato e venduto con grande profitto il club inglese del Manchester City.

Annastella Palasciano