Vancouver 2010 – Staffetta di legno per l’Italia. Oro alla Norvegia

Che peccato!!! Stavolta ci eravamo davvero illusi di riuscire a portare una medaglia a casa. Le ragazze del fondo azzurro (Follis, Longa, Rupil, Valbusa) hanno affrontato al meglio la staffetta 4×5 Km. Hanno messo in pista la grinta giusta e per 18 Km su 20 sono state nelle prime 3 posizioni, spesso anche in testa.

Il CT Silvio Fauner fa delle scelte discutibili, mette la nostra miglior atleta, Arianna Follis, specialistà dello skating, nella prima frazione in tecnica classica e Sabina Valbusa, non ce ne voglial’atleta di Verona, 38 anni, alla sua peggior stagione di sempre con nessun risultato di rilievo, specialistà sì della libera ma nelle distanze lunghe, nella ultima e decisiva frazione. Ma su questo ci torneremo dopo.

La Follis parte bene, risce a difendersi anche perchè in prima frazione nessuna Nazionale ha schierato le proprie migliori interpreti di classico, giustamente lasciate per la seconda frazione. L’italiana sta bene e sembra riuscire ad andar via con le due formazioni favorite, Svezia e Norvegia. Si crea un piccolo vantaggio sulle inseguitrici che però riescono a ricucire lo strappo. Nell’ultimo chilometro di frazione inizia il forcing delle specialiste. Anna Olsson per la Svezia è la prima a passare il testimone, seguita a soli 2″8 dalla Norvegia (Skofterud) e la Germania con Katrin Zeller a 6″6. Arianna riesce a contenere il proprio distacco in soli 11″5 e passa per quinta anticipata anche dalle poco temibili statunitensi.

Parte la Longa, una delle migliori interpreti nel passo alternato. Riesce dopo meno di 2 Km ad agganciare il trio di testa e così si forma un quartetto. Da dietro risale come un treno la polacca Kowalczyk che in meno di 3 Km recupera uno svantaggio di 38″2. Con lei arriva anche la francese Lauren Phillipot. A questo punto la Kowalczyk sembra averne e tenta l’allungo, l’unica a resisterle e a darle il cambio in testa è la nostra Longa. A metà staffetta la Polonia è prima, l’Italia seconda a 2″4, Norvegia terza a 10″8, Francia quarta a 26″5, settima la Finlandia (Kuitunen) a 42″5, crolla la Svezia (Pajala) che passa per ottava co un ritardo di 57″1.

Inizia la parte di staffetta in tecnica libera e l’Italia schiera la giovanissima Silvia Rupil, grandissima prova della nostra atleta che si porta subito in testa, si fa agguantare dalla più quotata Norvegese, Kristin Steira, e non la lascia più, anzi di tanto in tanto và lei davanti a fare l’andatura. Dietro la coppia di testa si scatena la svedese Kalla che rimonta posizioni su posizioni ed anche secondi preziosi. Dietro Italia e Norvegia si forma un terzetto, Svezia, Finlandia (Ropnen) e Germania (Gossner). Queste ultime due passano il testimone all’ultima frazionista con il terzo tempo a 16″7, la Svezia quinta con 18″1 da recuperare.

Ultima frazione dove tutte le nazionali schierano le loro punte di diamante, per l’Italia c’è Sabina Valbusa, gloria azzurra ma 38 anni sulle spalle e pessimi risultati in stagione soprattutto nella distanza breve. Pronti via e la Norvegia con Marit Bjorgen stacca subito l’Italia. Da dietro il terzetto delle inseguitrici spinge forte guidato dalla finlandese Saarinen. La Germania con la veloce Kunzel resta sulle code. Dopo 17,5 Km la Valbusa è ancora seconda ma le inseguitrici sono a pochi secondi. Qualche centinaio di metri dopo avviene l’aggancio, la Finlandia inizia il forcing, la prima ad arrendersi è la Svezia (Ingemarsdotter). La guardinga tedesca parte in contropiede e beffa la Saarinen che aveva ricucito lo strappo. La Valbusa cede di schianto. Oro in scioltezza per la Norvegia con il tempo di 55’19″5, argento Germania distanziata di 24″6, bronzo Finlandia a 30″4. Per l’Italia medaglia di legno, la quinta in questi Giochi olimpici, con un distacco finale di 45″4. In 5 Km, Sabina Valbusa ha perso 45″ dalla Bjorgen che ha sciato senza spingere più di tanto, 37″6 dalla Kunzel che sicuramente non è un fenomeno, 31″7 dalla Saarinen ed è riuscita a perdere anche 3″ dalla svedese Ingemarsdotter.

Tutto ciò fà aumentare il rammarico. Perchè Fauner data l’età della Valbusa, dati i risultati in stagione le ha affidato la frazione più delicata contro le avversarie più forti? Così facendo non ha portato Sabina Valbusa ad un’umiliazione olimpica? Perchè non ha messo in prima frazione Magda Genuin, specialista di tecnica classica e di distanze brevi? Difficilmente la Genuin avrebbe fatto peggio della Follis e schierando lei in prima frazione avremmo potuto usufruire di Arianna Follis negli ultimi 5 Km, dove lei avrebbe potuto tenere il passo delle altre e giocarsi anche un’eventuale volata. Certo con il senno di poi è facile giudicare, ma le critiche erano arrivate già prima della gara. Inutile discutere adesso, le medaglie sono già state assegnate e anche questa volta l’Italia è assente. Rimane la 30 Km in tecnica classica. Le nostre speranze sono riposte in Marianna Longa. Gara dura, speriamo la nostra atleta riesca ad esaltarsi dopo la buona prova di oggi.

Salvatore Morelli