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Bologna: Bersani scalda i motori della campagna elettorale

Partiamo con fiducia e con forza. Siamo sulla griglia di partenza ben piazzati con schieramenti ampi e candidature forti, abbiamo acceso i motori che spingono più di quello che noi pensiamo”. E’ un intervento gonfio di entusiasmo quello che il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, destina ai militanti radunati al Palazzo dei Congressi di Bologna.

Si dà il via alla campagna elettorale e si spinge sul sostegno all’aspirante governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani. “Il Pd – ha ribadito Bersani – farà una campagna elettorale all’attacco: non si aspettino che stiamo sulla difensiva. In questi due anni il centrodestra – ha continuato il segretario nazionale dei democratici – pensava di ridurre il nostro partito nell’angolino, nella riserva indiana. Hanno pensato di metterci al minimo e di avere davanti tre anni per fare una bella galoppata verso una trasformazione esplicita della nostra democrazia”.

Intenzioni – quelle del centrodestra – rovinosamente naufragate, secondo Bersani, che rivendica piuttosto la costante crescita del maggior partito d’opposizione da lui guidato. “Siamo nella condizione – ha spiegato alla platea bolognese – di fare una gara da protagonisti e non da comprimari. Berlusconi se ne è accorto ed è piuttosto nervoso“.

“Berlusconi – ha insistito ancora Bersani – stringe il presente con tutta la forza che ha, ma la palla avanti non è in condizione di tirarla”.

Abbandonato lo scenario nazionale, il segretario del Pd torna a concentrare la sua attenzione sulla situazione locale, zoomando sulle difficoltà di Bologna, alle prese con un commissariamento “paracadutato” in seguito agli scossoni creati dal Cinzia gate. “Noi insisteremo – ha promesso Bersani – a chiedere di andare subito al voto. Un commissario, sia per questioni normative che per stile,  ha un’operatività limitata”.

“Credo che per un momento difficile come questo per l’economia – ha concluso il segretario del Pd – non consentire che Bologna vada rapidamente a darsi un’amministrazione sarebbe veramente un delitto ingiustificabile. C’è un limite a tutto anche ai pretesti di tipo politico”.

Maria Saporito