Calcio-Juventus, gli infortuni non finiscono mai: stop di un mese per Amauri

Alla Juventus negli ultimi anni cambiano gli allenatori, da Ranieri a Ferrara per finire con Zaccheroni, ma purtroppo non cambia la tendenza negativa agli infortuni che sta falcidiando i bianconeri ormai da tempo immemore.

Sfortuna ha voluto che a fermarsi sia stato nuovamente l’attaccante brasiliano Amauri, uscito giovedì scorso nella partita di Europa League contro l’Ajax dopo appena un quarto d’ora di gioco. La diagnosi sul fastidio del giocatore è una vera propria tegola: “Distrazione di primo grado al tendine prossimale del bicipite femorale sinistro», stop di circa 25 giorni. Un peccato, considerando che il brasiliano ex Palermo si era nuovamente sbloccato in zona gol, dopo un’astinenza che durava da qualche mese.

Niente da fare però, l’attaccante dovrà affrontare questo nuovo e noioso infortunio. Ed in questo periodo la sua assenza peserà non poco, dal momento che la Juventus giocherà in ordine contro Palermo, Fiorentina, Sampdoria e Napoli, partite fondamentali contro le principali concorrenti per l’accesso alla Champion’s League. A queste, con molta probabilità si aggiungeranno anche le due gare di Europa League contro gli inglesi del Fulham.

Zaccheroni sostituirà Amauri con David Trezeguet, anch’egli rientrato dopo uno stop. Il tecnico romagnolo poi, spera di poter avere a disposizione anche Vincenzo Iaquinta, lontano dai campi di gioco dallo scorso ottobre e diventato ormai un giallo in casa bianconera, anche se il suo rientro appare molto vicino (si parla già di una possibile panchina contro la Fiorentina la settimana prossima)

Stessa sorte incerta per Mauro Camoranesi, uscito anche lui malconcio dalla gara contro l’Ajax e per il quale serviranno ulteriori accertamenti per stabilire l’entità del fastidio riporato. Una sola la certezza comunque: anche lui domani sarà assente, tanto per cambiare.

Infortuni, ma anche qualche altro problemino per Zac: perché Diego sembra non abbia particolarmente digerito la sostituizione subìtà giovedì sera e mostrando tutto il suo disappunto all’allenatore, il quale dal canto suo ha risposto: “Siamo una squadra e io non sono l’allenatore del singolo, ma del gruppo. Faccio le scelte in base alle risposte del campo, in base a chi usa il noi anziché l’io. I solisti sono importanti, ma se vogliamo arrivare dove vogliamo, dobbiamo ragionare come gruppo”. Logica di gruppo che pare sia stata recepita dal giocatore, evitando così il pericolo di ulteriori tensioni. Come se non ce ne fossero abbastanza per i troppi infortuni.

Francesco Mancuso

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