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Caso Mills: per Berlusconi processo rinviato al 26 marzo

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Il processo in cui il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risulta imputato per corruzione in atti giudiziari è stato rinviato al prossimo 26 marzo. Lo hanno stabilito stamattina i giudici della decima sezione penale del tribunale di Milano.

Nel corso dell’udienza, i difensori di Berlusconi, Nicolò Ghedini e Piero Longo hanno avanzato la richiesta di sospensione del processo in attesa che la Cassazione renda note le motivazioni che hanno determinato la prescrizione del procedimento condotto su David Mills, l’avvocato inglese che – secondo l’accusa – sarebbe stato corrotto da Silvio Berlusconi.

La proposta elaborata dalla difesa non è, ovviamente, piaciuta al pm Fabio De Pasquale. “Nel dispositivo della pronuncia della Cassazione – ha ribattuto – ci sono già elementi sufficienti per dire che c’è stato un accertamento di colpevolezza nei confronti di Mills“.

Non solo, per De Pasquale inoltre la decisione della Cassazionenon ha effetto diretto su questo processo (quello contro Berlusconi, ndr), poiché al momento attuale il reato contestato a Berlusconi non è prescritto”.

Un altro punto di disaccordo tra la difesa e il pubblico ministero è stato individuato sulla questione inerente alle testimonianze. Ghedini e Longo hanno, infatti, chiesto ai giudici milanesi di risentire tutti i testimoni ascoltati nel corso del processo Mills e di aggiungere a quella lista altri 29 nominativi da loro indicati.

Diversa la posizione di De Pasquale. “I giudici – ha spiegato il pm – si trovano di fronte a un processo che è già stato lavorato e possono quindi ispirarsi a criteri di sobrietà e sinteticità in sede istruttoria”.

Menzione a parte, merita infine la motivazione sollevata da Piero Longo per giustificare il rinvio del processo al prossimo 26 marzo. “E’ sabato mattina ed e’ una bella giornata – ha constatato il difensore del premier – le questioni da decidere sono delicate e credo sia meglio rinviare l’udienza”.  Un invito che è stato prontamente accolto dal presidente del collegio, Francesca Vitale che, sorridendo, ha candidamente ammesso: “Pensavo la stessa cosa“. Quando il meteo decide il ritmo della giustizia.

Maria Saporito