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Fastweb e il meccanismo della truffa, Scaglia: chiarisco tutto e torno

La maxi-inchiesta esplosa come una bomba in questa settimana miete continue vittime di ordinanze di custodia cautelare e avvisi di garanzia, a breve è stato previsto che sarà superata la quota dei 100 indagati. Il fondatore del colosso per i servizi web Fastweb, Silvio Scaglia, è ad oggi  trattenuto in carcere, dopo essere tornato dal Sud-America una volta venuto a conoscenza dell’ingiunzione di arresto che lo riguardava.

Entro Martedì il Gip Morigini ascolterà le sue ragioni; Scaglia dovrà rendere conto, tra le altre cose, dei giri di soldi, generati dall’Iva non pagata da alcune società affiliate a Fastweb. Di suo, Scaglia si è limitato a rilasciare un paio di dichiarazioni tranquillizzanti: “Ci sentiamo tra pochi giorni, chiarisco tutto e ricominciamo a parlare dei nuovi progetti” , come se non fosse successo niente. L’inchiesta però ha colpito non solo i dirigenti di Fastweb, ma anche quelli di Telecom Sparkle, deputata ad occuparsi del traffico telefonico all’estero. Ancora Scaglia, esorta ” i suoi” a non bloccare nessun progetto, nonostante la tempesta abbattutasi sulla dirigenza delle due società : “Non vi fermate  proseguite in quello che state facendo: torno per spiegare quanto successo e poi ricomincerò subito a lavorare”.

Tra gli indagati compare anche l’attuale Amministratore Delegato di Fastweb, Stefano Parisi, che, questa settimana è intervenuto alla trasmissione radiofonica “Nove in punto, la versione di Oscar“, condotta da Oscar Giannino, espertissimo economista. Parisi ha difeso a spada tratta la “sua” azienda, che sostiene essere fatta di ” persone oneste” . La preoccupazione maggiore dell AD, sembra essere quella che riguarda l’impatto dello scandalo sull’opinione pubblica: ”In questo momento e’ importante difendere la reputazione di Fastweb, che e’ una societa’ sana e non ha commesso nessun reato” . 

Punzecchiato da Giannino, che gli aveva chiesto se secondo lui, anche risultando i vertici dell’azienda innocenti in un futuro prossimo, i fatti avrebbero potuto avere un impatto negativo sull’opinione pubblica, Parisi si è dimostrato sconsolatamente cosciente delle conseguenze di un tale scandalo, visto soprattutto che coinvolge un senatore, Di Girolamo,  membro del partito di maggioranza, accusato di essere stato eletto attraverso i voti della malavita. I titoli in borsa dell’azienda infatti, questa settimana sono crollati di diversi punti.

La posizione di Parisi è stata confermata anche stamattina, sempre su Radio 24, ancora da Oscar Giannino, ospite della trasmissione “L’ottavo giorno”, condotta da Emiliano Errico.

La difesa di Scaglia e Parisi, si basa anche su questioni puramente tecniche. La megatruffa ai danni del governo, stimata in circa 365 milioni di euro, è stata sviluppata attraverso un sistema complicato, ma estremamente efficace: Detta in “soldoni”, alcune società affiliate a Fastweb e Telecom Sparkle si versavano reciprocamente denaro, senza mai pagare l’Iva sulle transazioni che effettuavano, rimbalzandosela continuamente; in questo modo il capitale, attraverso la cifra della transazione, aumentava continuamente. Letteralmente generavano denaro.

Bisogna notare che, effettivamente, per “l’Impero Fastweb”, sarebbe stato (e sarebbe) molto difficile evadere l’iva, dati i controlli fiscali a cui è sottoposto. Ed infatti erano, sembra, altre società, molto più piccole, con cui il gestore della banda larga  lavorava, a compiere queste operazioni illegali, società con sedi all’estero, molto meno controllabili. E’ ovvio poter pensare al fatto che i vertitci dele aziende coinvolte fossero al corrente della pratica, e che ci guadagnessero sopra cifre decisamente ingenti, ma questa è attualmente  pura teoria, tutta da dimostrare, che però, se risultasse sbagliata, separerebbe in due filoni l’inchiesta: Il senatore Di Girolamo e i voti della malavita da una parte e l’inchiesta Fastweb-Telecom Sparkle e società satellite dall’altra.

Oggi comunque il Gip sentirà Bruno Zito e Giuseppe Crudele, dipendenti Fastweb,  dei quali, tra l’altro, Parisi ha una pessima opinione, dopodichè, entro martedì, sarà il turno del fondatore Silvio Scaglia.

Angelo Sanna