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Fini: servono riforme o il Governo rischia di “galleggiare”

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Gianfranco Fini rilancia sulle riforme strutturali e lo fa sottoscrivendo il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in una lettera al vicepresidente del Csm Nicola Mancino, aveva espresso preoccupazione riguardo le tensioni istituzionali che potrebbero nascere durante la campagna elettorale sulla Giustizia. Fini ha affermato che il presidente Napolitano ha un senso di grande responsabilità istituzionale, ed è indispensabile che tutti facciano quanto è in loro potere e dovere per garantire un rispetto reciproco e un clima costruttivo. Il processo delle riforme è un passo urgente per il nostro paese: “Dopo le elezioni regionali, le ultime importanti della legislatura – ha spiegato Fini durante un convegno a Milano – ci sono tre anni di tempo perche’ il Pdl possa mettere in campo le sue proposte assumendosila responsabilità di fare le riforme”.

Il presidente della Camera ha definito il Pdl come un “amalgama estremamente complesso” e ha sottolineato il bisogno di mettersi d’accordo su alcune questioni fondamentali “altrimenti rischiamo di continuare ad affrontare i problemi con pigrizia oppure di non capirci”.

Fini ha anche auspicato un confronto interno sul rapporto tra politica, economia e società: “Non va bene che ognuno coltivi il proprio orticello. Come confesso di non capire quando sento le polemiche tra la linea del rigore di Tremonti e quella altrettanto giusta di Draghi. Non c’è contrasto. Bisogna solo capire come far ripartire l’economia dopo l’emergenza, al netto del tampone di Tremonti, che giustamente sta facendo tagli orizzontali per evitare che la spesa vada fuori controllo […] Il Pdl deve discutere e scegliere una linea che deve impegnare tutti altrimenti il rischio peggiore che possiamo correre nei prossimi tre anni è di galleggiare“.

Infine, l’ex leader di Alleanza Nazionale ha parlato di immigrazione sottolineando che il contributo degli immigrati è ormai indispensabile per pagare le pensioni dei nostri vecchi, rifilando poi una critica al federalismo che “sta moltiplicando livelli di decisione e costi. Dobbiamo parlarne bene adesso che stiamo discutendo di federalismo fiscale”.

Stefano Bernardi