Gita a Lugano per la droga: arrestato per evasione domiciliari

Un'immagine del Parco Ciani a Lugano, tristemente noto alle cronache per il consumo di stupefacenti

Aveva pianificato una splendida gita a Lugano con un suo amico, per rifornirsi di droga. La destinazione prescelta era proprio il Parco Ciani, mestamente famoso per lo spaccio e per il consumo di sostanze stupefacenti. Dopo aver acquistato i biglietti del bus, i due erano partiti alla volta della città svizzera.

Questa è la storia di Alessandro Argenti, 25 anni, che per godere della gita di piacere nella città elvetica è evaso dagli arresti domiciliari (per un furto d’auto avvenuto alcune settimane prima a Milano) nella sua casa a Porlenza, una piccola cittadina in provincia di Como. Con lui c’era un suo amico, Antonio Garrubba, 22 anni di Carlazzo, un altro paesino nella provincia comasca.

Proprio quest’ultimo, tramite telefonate e sms, aveva organizzato l’escursione fuori città. Pensavano di aver ideato un piano infallibile e invece, dopo aver acquistato un buon quantitativo di stupefacenti, hanno avuto fortune avverse alla frontiera. Al valico di Oria Valsolda, la Guardia di Finanza, già a conoscenza dell’evasione di Argenti dai domiciliari in quanto non si era presentato al controllo di routine, lo ha fermato e arrestato. L’amico Garrubba, incensurato, era riuscito ad arrivare in paese, ma è stato bloccato poco dopo.

I due amici sono stati giudicati con rito direttissimo nel tribunale di Como: Alessandro Argenti ha patteggiato 7 mesi di reclusione, che sconterà al carcere Bassone, mentre l’amico Antonio Garrubba, senza precedenti penali, ha pattuito 2 mesi e 20 giorni con pena sospesa ed è quindi potuto ritornare nella sua casa a Carlazzo.

Proprio per combattere l’annoso problema dello spaccio di stupefacenti nella città elvetica, l’associazione “Besso pulita!”, da sempre attiva contro il consumo illegale di droga e a favore di una doverosa prevenzione per la salvare la vita di molti giovani, ha deciso di promuovere un premio per ricompensare persone o enti che si siano distinti nella lotta al dilagante fenomeno dell’uso di narcotici sempre in più tenera età.“Un premio che intende gratificare chi agisce spesso nell’ombra, lontano dai riflettori, per il bene della società e della nostra gioventù” ha affermato il presidente dell’associazione.

Un problema da tempo sotto i riflettori, soprattutto nel momento in cui Lugano diventa meta di turismo proprio in ragione del noto spaccio di sostanze stupefacenti. Un monito per far riflettere, soprattutto i più giovani, che la droga non è una moda né un gioco, ma qualcosa che può davvero rovinare la loro esistenza.

Emanuele Ballacci

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