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I Gruppi di acquisto solidale conquistano gli italiani e si strutturano sempre di più

Quando alcuni anni fa, pochi temerari si fecero propotori nel loro condominio o nel proprio nucleo familiare allargato, delle prime forme di spesa collettiva, in molti non avrebbero scommesso neppure un centesimo sulla riuscita di questo genere di progetti, ritenendo il settore agroalimentare completamente in mano ai dicktat della grande distribuzione organizzata.
La storia però è andata in modo completamente diverso, ridimensionando prima e facendo rientrare poi, tutti i dubbi su questi alternativi modi di fare la spesa. Sempre più persone infatti hanno iniziato ad apprezzare la bontà di questi progetti e ben presto anche le stesse organizzazioni ufficiali degli agricoltori, come la Coldiretti, sono scese direttamente in campo per favorire con iniziative concrete, lo sviluppo di questo settore.

Oggi, i gruppi di acquisto solidale (o GAS) e le esperienze di vendita diretta, rappresentano una valida alternativa rispetto ai canali tradizionali. Una alternativa apprezzata e riconosciuta, che al di là del dato economico concreto, riprende e sviluppa quel legame comunitario tra produttori e consumatori e tra gli stessi consumatori.
I dati Coldiretti parlano chiaro: nel 2009 600 GAS organizzati rispetto ai 460 dell’anno precedente. Si tratta di un dato che tiene in considerazione, come detto, solo i gruppi organizzati e strutturati, a cui si devono poi aggiungere la miriade di gruppi più ristretti dal carattere maggiormente spontaneo con tutte le implicazioni derivanti da questa caratteristica.

La spesa organizzata, secondo l’organizzazione degli agricoltori riguarda sopratutto i settori dell’ortofrutta e della carne. I pregi di questa forma di acquisto sono da ricercare nella maggiore genuinità del prodotto e nel costo contenuto. Addirittura, i GAS migliorerebbero i lati positivi evidenziati dalla filiera corta, sopratutto per quanto riguarda il parametro economico, dove si riscontra un ulteriore risparmio del 30%.
Altra tendenza emersa nell’ultimo anno è l’estrema varietà dei modi di agire dei GAS. I più tradizionali accordi su quantità di cassette e prezzo con singoli produttori che operano nei mercati ortofrutticoli e il conseguente ritiro da parte di un rappresentante del GAS di quanto concordato, si vanno infatti ad affincare a nuovi canali di comunicazione come internet e il telefono. In questo caso il gruppo di consumatori invia la propria richiesta direttamente al produttore che cura poi la consegna direttamente al domicilio indicato. Variante strutturata di questa opzione è invece l’abbonamento: il gruppo stipula ossia una sorta di contratto con la fattoria produttrice che, dietro pagamento anticipato, si impegna a rispettare consegne settimanali o bisettimanali dei prodotti richiesti.

La spesa comunitaria quindi unisce almeno tre elementi scarsamente rappresentati nei canali distributi tradizionali: la qualità, l’economicità e la riscoperta di legami umani.

Enzo Lecci