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Il premier Wen Jiabao manda un “messaggio web” dalla Cina agli Stati Uniti

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Potenza del web. Da Pechino Wen Jiabao ha chattato on line con alcuni internauti cinesi. I siti erano quelli del governo e dell’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, che quindi poco si prestavano a domande particolarmente scomode.

Alcuni gli hanno chiesto delle sue preferenze televisive e quali siti visiti più spesso. Altri hanno portato alla sua attenzione temi socialmente più importanti come la diffusione dell’epatite e la difficoltà di ottenere prestiti per chi non è già ricco, ma vorrebbe aprire una sua attività.

Wen Jiabao on line (Xinhua-Liu Weiping)

 

Mentre rispondeva alle domande sui recenti contrasti tra Cina e Stati Uniti, Wen ha rilasciato alcuni commenti sul futuro delle relazioni fra le due superpotenze.

Il premier si è augurato che il 2010 non sia un anno conflittuale per quanto riguarda gli scambi commerciali ed economici fra i due Paesi. È stato ribadito un concetto spesso presente nelle dichiarazioni ufficiali di politici e diplomatici cinesi, ossia che queste relazioni portano vantaggi a entrambi i popoli e che quindi richiedono sforzi da ambedue le parti per farli funzionare nel miglior modo possibile.

Le dispute ancora aperte sul piano commerciale (rese più difficili dalla crisi economica mondiale) devono essere affrontate con la mediazione, non con le sanzioni. E le soluzioni devono essere eque e sostenibili.

Se Barack Obama e la sua amministrazione continuano a criticare il tasso di cambio tra yuan e dollaro, che penalizza i prodotti americani, Wen si aspetta il riconoscimento dello status di economia di mercato per la Cina e una maggiore apertura del mercato USA.

In particolare Wen ha chiesto di diminuire i vincoli all’esportazione di prodotti hi-tech in Cina, essenziali per lo sviluppo del Paese. In questo modo – secondo il premier – il disavanzo della bilancia commerciale con gli USA, ora favorevole alla Cina, diminuirebbe.

La promessa che la Cina si impegnerà per creare condizioni favorevoli per gli investimenti stranieri chiude questa panoramica che sembrerebbe vantaggiosa per entrambe le parti in causa.

Tuttavia gli Stati Uniti sono ormai consapevoli che la Cina tiene sempre più le redini del gioco economico. Gli “auspici” e il “bene comune” evocati dalle parole di Wen Jiabao sono cortesi nella forma e smorzano i toni più accesi delle ultime polemiche, ma inflessibili nella sostanza.

 

Laura Denaro