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Inchiesta dei Nas: ospizi sotto i riflettori

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Farmaci e cibo scaduti, anziani con problemi psichiatrici legati a letto, personale infermieristico senza licenza, strutture mancanti di ogni requisito di sicurezza. No, purtroppo non siamo nella trama di qualche film d’epoca, questo è quanto è stato registrato dai Carabinieri del Nas, Nucleo Antisofisticazione e Sanità, durante un’ispezione in diverse case di cura per anziani.

I numeri di questa indagine sono sconvolgenti. 863 le strutture poste sotto indagine, 238 quelle risultate non in regola, 16 le strutture che sono state chiuse poichè completamente non idonee a ricevere ospiti e 371 le infrazioni rilevate.

L’ispezione, che ha toccato tutta Italia, si è resa necessaria dopo i recenti fatti accaduti ad Ascoli Piceno e Caserta, dove sono stati denunciati veri e propri ospizi lager, nei quali gli anziani erano abbandonati a loro stessi, costretti a pulire i propri rifiuti e minacciati con docce gelate.

Di particolare rilievo sono state le operazioni avvenute a Latina, dove sono stati denunciati i responsabili di due Comunità Alloggio in aperto divieto delle ordinanze di sgombero degli ospiti, avvenute già nel lontano 1997.

A Potenza sono stati deferiti i responsabili di una casa di riposo per aver detenuto alimenti in cattivo stato di conservazione. Inoltre, sono stati denunciati i responsabili di due case di riposo, i quali non disponevano dei requisiti strutturali e professionali e i funzionari comunali che avevano permesso l’apertura delle strutture.

A Salerno, denunciati i responsabili di due Case Albergo che ospitavano illecitamente, anziani gravemente non autosufficenti. Denunciati anche per possesso di medicinali scaduti e mezzi di contenimento, quali cinghie e lacci, non autorizzati, presumibilmente utilizzati su un anziano con rilevanti problemi psichiatrici.

Denunciati il responsabile e un operatore di una Comunità Alloggio nel viterbese, per aver usato mezzi di coercizione (legacci in tessuto) su di un anziano con problemi psichiatrici. Deferito il responsabile di una Residenza Sanitaria Assistenziale (abusiva) per non aver attuato i necessari controlli su anziano ospite affetto dal Morbo di Alzheimer, deceduto dopo essersi allontanato dalla Residenza. Stesso provvedimento sul medico di base, per non aver segnalato adeguatamente la totale invalidità dell’anziano.

Trovato ad Alessandria un appartamento in cui una donna, da circa un anno, prestava assistenza sanitaria a tre anziani non autosufficienti, senza nessuna qualifica professionale. Denunciati anche i tutori e il medico di base dei tre anziani, per averne consentito la permanenza  all’interno della struttura, nonostante fossero a conoscenza della sua non idoneità.

A Reggio Calabria, durante l’indagine sul decesso di tre anziani, i Nas hanno ispezionato tre appartamenti abusivamente adibiti a casa di riposo. La struttura è stata sottoposta a sequestro giudiziario e il gestore arrestato con l’accusa di omicidio colposo.

Federica Di Matteo