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Lambro: Bertolaso tranquillo, il Wwf no. Ombre di speculazione edilizia

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Sembra essere ottimista il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, pur travolto da mille polemiche e sotto indagine da parte dei  magistrati , riguardo al disastro ecologico avvenuto in Lombardia pochi giorni fa, quando una marea nera di petrolio, fuoriuscito dall’ex raffineria Lombarda Petroli di Villasanta , ha inondato il fiume Lambro ( che già non era tra i più puliti d’Italia, a dirla tutta). 

“Tutta la massa oleosa che è stata rilasciata è ora sotto controllo, nel senso che nel Lambro dovremo semplicemente fare un intervento importante di bonifica. Adesso raccoglieremo ciò che è stato ben contenuto dalla barriera di Isola Serafini. Credo che al massimo sia sfuggito da questa barriera tra il 5 e il 10 per cento della massa complessiva”

Ed è infatti quello che già ieri trapelava da diverse fonti, le barriere installate non sono in grado di trattenere totalmente la massa di gasolio e petrolio ( tra le 3000 e le 5000 tonnellate, ma c’è chi parla di 10 milioni di litri) e la parte che rimarrà in circolo, pur minima rispetto  alla quantità versata, potrebbe fare danni incalcolabili per decenni. Questo è ciò che sostiene il WWF, facendo notare che, durante  questa stagione  “nelle zone umide deltizie vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione: anatre (germani reali, morette, moriglioni, mestoloni, alzavole), aironi (aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, garzette, aironi guardabuoi), limicoli (avocette, pantane, piro piro), inoltre quest’area è fondamentale per la presenza di molte specie di pesci che si riproducono, transitano o trovano qui rifugio come l’anguilla, la cheppia, la savetta, il muggine calamita, o, nelle zone umide tra i canneti, come il luccio e la tinca. Non vanno poi dimenticati anfibi e rettili come ad esempio la testuggine palustre”. 

Tutte queste specie vivono e si riproducono nel parco del Delta del Po, fiume dove in queste ore è arrivata l’onda nera. Se giungesse anche al delta sarebbe quindi una vera catastrofe, non solo per la fauna, ma in generale per l’ambiente ed il paesaggio. Il sistema ecofluviale, prosegue la nota del WWF  “è in pericolo ed ora si pensa anche al Delta del Po, una delle zone umide più importanti d’Italia e d’Europa per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici. Il Delta del Po in questo momento è estremamente vulnerabile anche a causa del livello delle acque del fiume che permette una connessione diretta con molti rami laterali e con le aree di maggiore interesse naturalistico”.Gli idrocarburi verrebbero assorbiti dal terreno mutando così, negli anni, anche la struttura chimica dello stesso, modificando, in peggio, flora e fauna. Il danno perdurerebbe per svariati decenni.

Una delle prime e  maggiori preoccupazioni della protezione civile, intervenendo contro la marea nera è stata infatti proprio la difesa delle coste, cercando di evitare il più possibile il contatto tra queste e il petrolio. Riguardo al Delta del Po, da Bertolaso traspare una certa sicurezza: “Per quello che riguarda il delta, dove c’è l’ecosistema più delicato, al momento siamo tranquilli in virtù di tutto quello che è stato predisposto a monte

A monte di tutto questo potrebbe esserci un atto doloso, dettato dalla speculazione edilizia: “Ecocity”  è un progetto, così denominato dalla Addamiano Engineering di Nova Milanese ( comune molto vicino a Villasanta), attraverso il quale nasceranno appartamenti, negozi e addirittura un centro direzionale. L’onda nera però, secondo i tecnici della stessa Addamiano E. , non avrebbe contaminato la zona di proprietà dlela stessa, rimanendo “confinata” in quella dell’ex raffineria causa del disastro.

La procura di Monza ha però aperto un inchiesta a riguardo, e sulla questione stanno indagando sia i Carabinieri “ordinari” che il nucleo del “noe” , specializzato nei crimini ambientali. Dietro a tutto questo ci sarebbero almeno tre persone e mezzo miliardo di euro, un progetto  di 187 mila metri quadrati su un totale di 309mila di terreno.

A.S.