Home Lifestyle Salute Sclerosi Multipla: colpa di un batterio?

Sclerosi Multipla: colpa di un batterio?

In questo periodo le scoperte sulla sclerosi multipa sembrano accavallarsi; dopo le rivelazioni del Dott. Zamboni, confermate anche da studi effettuati a New York, che con la sua ricerca dettata dall’amore per sua moglie ha ottenuto corrispondenze del 90%  tra la presenza della CCSVI e la comparsa della malattia in forma remittente-recidivante  e quasi del 100%  nella scomparsa della stessa una volta effettuato l’intervento da lui progettato, ra, dall’università Cattolica di Roma giunge una nuova teoria, che va ad affiancarsi a quella del professore di Ferrara.

Il Dott. Francesco Ria ( patologia generale) e il Dott Giovanni Delogu (Microbiologia) hanno identificato un batterio che potrebbe essere la causa, o più probabilmente, una delle cause della Sclerosi Multipla.

Lo studio , finanziato dall’AISM, ha messo in luce il fatto  che esso attaccherebbe la guaina mielinica, la barriera che  protegge i nervi dagli attacchi; lo stesso batterio avrebbe la capacità di infiammare la guaina, indebolendola e provocando difunzioni dovute alle reazioni del sistema immunitario  rispetto a questa infiammazione. Quest’ultima avverrebbe perchè il batterio sembrerebbe possedere alcune proteine simili a quelle del nostro sistema nervoso.

Si riapre quindi una “vecchia strada” rispetto alla questione Sclerosi Multipla, quella che sostiene che la malattia sarebbe dovuta ad un virus ( o qualcosa di molto simile). Esistendo però diverse forme della stessa patologia, è del tutto logico pensare che la causa non sia una sola, ma che le clamorose scoperte fatte, soprattutto negli ultimi periodi, possano indicare strade diverse, ma capaci di giungere al medesimo risultato e/o, strade diverse, che curino tipi differenti di sclerosi , e ancora percorsi  complementari tra loro. Sarà la ricerca, che ultimamente sembra concentrarsi molto su questa patologia, a determinare quanti, quali e come, questi metodi potranno essere utili alla guarigione delle persone affette dalla malattia. In specifico, dovesse essere confermata l’ipotesi batterio, la via più breve ed efficace sarà quella del vaccino.

A.S.

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