Vancouver 2010 – La Riesch si aggiudica lo Slalom. Per lei è il secondo oro

Si è svolto ieri sera lo Slalom speciale donne, ultima gara per le ragazze dello sci alpino qui a Vancouver. E’ arrivato il trionfo della tedesca Maria Riesch, già vincitrice della Supercombinata. E’ dunque lei la regina di queste Olimpiadi al meno sul piano dei risultati. Ha fatto meglio di Lindsey Vonn, 1 oro ed un bronzo, annunciata dominatrice delle prove al femminile ma causa piccoli fastidi fisici non ha potuto fare meglio. Certo sul piano sportivo ha vinto la Riesch ma su quello di charme, il trono se lo sono contese la Vonn e Julia Mancuso. L’antagonismo delle due statunitensi è stato il light motive di questi Giochi, anche perchè la Mancuso veniva da due pessime stagioni in Coppa del Mondo e nessuno l’aspettava così competitiva su più fronti. Assegnamo a loro una medaglia d’oro a peri merito sia per la bellezza che per il loro charme. Con ogni probabilità le rivedremo a Sochi 2014, forse lì ci sarà la resa dei conti.

Per quanto riguarda la gara, è stata meno equilibrata di ciò che dicono i tempi. Nella prima manche la tedesca di Garmisch-Partenkirchen scende con il pettorale 5 è fà segnare il tempo di 50″75, si capisce subito che per le altre ci sarà poco da fare. Dietro alla Riesch il secondo tempo è della ceca Zahrobska che sfrutta bene il pettorale 1 di partenza e chiude a  0″40 dalla tedesca. Terza un’altra delle grandi favorite, l’austriaca Marlies Schild, fidanzata di Benny Raich, con un distacco di 0″65. Inforca Lindsey Vonn. Se non fosse per la Riesch i disatcchi sarebbero contenuti. Infatti Tina Maze, quattordicesima è a soli 0″88 dal podio. Le nostre azzurre, che in questa gara non erano ssolutamente tra le favorite per il podio (miglior risultato stagionale è un’ottavo posto di Nicole Gius), partono con pettorali piuttosto alti. A ben figurare è la Gius, partita per diciottesima riesce a sfruttare al meglio le buche formatesi nel terreno e conclude ottava a 0″96, solo 3 decimi dal podio. Moelgg, Costazza e Karbon chiudono rispettivamente 24°, 25° e 27°.

La seconda frazione vede le nostre partire tra le prime e approfittare, neanche più di tanto, delle condizioni atmosferiche e della pista che col passare de tempo peggiorano drasticamente. Prima la Karbon e poi la Moelgg fanno segnare il miglior tempo di manche. La Costazza scende a tutta e per 2/3 di gara è avanti con buon margine, purtroppo nel muro finale lo sci sinistro le scivola sulle esterno e la costringe ad andar fuori. Grande prova di Elisabeth Goergl, 22esima dopo la prima manche, riesce a far segnar un’ottimo tempo che le permette di scalare posizioni su posizioni complice anche la pista che và deteriorandosi per la neve fresca e la nebbia che discesa dopo discesa si fà più fitta. 

Si arriva alle ultime otto atlete che si contendono le  medaglie. E’ il turno della Gius, purtroppo Nicole non riesce a ripetere l’exploit della prima prova e paga parecchio nel tratto iniziale molto scorrevole e dunque a lei sfavorevole. Sul muro finale si muove bene nonostante le buche ma al traguardo è dietro alla Goergl per soli 0″04. Vanno bene la francese Aubert e la svedese Pietilae-Holmner mentre esce di scena una delle favorite, Susanne Riesch, quarta dopo la prima manche a soli 6 centesimi dal podio. Tocca alle ultme tre, le pessime condizioni della pista preannunciano che tutto può accadere. Schild, Zahrobska e Marianne Riesch sono tutte e tre fenomenali. Non sbaglia praticamente nessuna e rimangono tutte sul podio. La migliore è l’austriaca Schild che nonostante la pista fa segnare il miglior tempo assoluto della seconda manche e così riesce ad agguantare l’argento ai danni della Ceca.

Riesch prima con il tempo finale di 1’42″89, Schild a 0″43 e Zahrobska a 1″01. Le italiane chiudono con Gius ottava a 2″12, Moelgg 11esima a 2″42 con il quarto tempo di manche, Karbon al 18° posto distanziata di 3″05. Tutto sommato per le azzurre una buona prova di squadra dato il pessimo feeling delle nostre con i pali snodati. Nulla di recriminare alle ragazze che sono scese con la grinta giusta e dando il tutto per tutto, quello che non è stato fatto in Gigante. Forse l’assenza di pressione per il non essere favorite ci ha giovato. Ma le vere campionesse sono quelle che riescono a mantenere la freddezza quando serve. Sperando che questi Giochi siano serviti da lezione aspettiamo Sochi 2014 per vivere momenti migliori.

Salvatore Morelli