Beppe Grillo: la corruzione in Italia è un’istituzione

Il comico genovese Beppe Grillo ha partecipato oggi al programma di approfondimento di Sky Tg24, “L’intervista”, condotto da Maria Latella, dove ha affrontato a 360 gradi tutte le principali tematiche di attualità del momento.
“A me viene da ridere – ha esordito – a parlare di corruzione. […] La corruzione è diventata un’istituzione, il nostro Pil è fatto praticamente di corruzione e debito pubblico.  Abbiamo un debito pubblico che aumenta ogni giorno di un miliardo di euro. Il problema dell’Europa non è la Grecia, ma siamo  noi, che abbiamo un terzo di tutto il debito del continente”.

Beppe Grillo ha affrontato poi anche le problematiche legate alla criminalità organizzata, dopo che sul suo blog aveva lanciato anche l’iniziativa “adotta un magistrato” per solidarizzare con le toghe minacciate dalla mafia.
“I 200 miliardi – ha spiegato – arrivano dalla corruzione, i 130 miliardi dalla n’drangheta, la mafia e la camorra. Più altri 200 miliardi di evasione. Sommando si arriva a mezzo milione di miliardi che questo paese investe e facendo così alimenta la corruzione. […] Noi esportiamo illegalità delle cinque mafie più potenti al mondo tre sono italiane“.

“Abbiamo miliardi di debito pubblico – ha aggiunto,  riprendendo le argomentazioni espresso sul suo blog, quando aveva attaccato la struttura economica del Paese – quindi non capisco cosa vada a vendere ‘Tremorti’ in Cina. Lui vende pezzi del nostro debito ma in cambio di cosa? Di pezzi di sovranità popolare? Vende pezzi di Stato come acqua e terra all’insaputa dei cittadini”.
Spazio, nella lunga intervista naturalmente priva di contraddittorio, anche per il caso Telecom di cui Grillo ha ricordato di denunciare da anni le perdite e la cattiva gestione. Già negli anni scorsi, prima di scendere in campo con il Movimento 5 Stelle, al momento ancora ennesimo cespuglio del panorama politico nazionale, il comico genovese aveva lanciata alcune importanti campagne su Telecom; in particolare la “share action”, con cui si fece portavoce all’assemblea degli azionisti delle preoccupazioni di centinaia di piccoli azionisti, e la “class action” contro il consiglio d’amministrazione accusato di aver distrutto l’azienda.

Il video dell’intervista è già disponibile su YouTube.
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