Home Sport Calcio, Cassano profeta della sua esclusione alla Sampdoria

Calcio, Cassano profeta della sua esclusione alla Sampdoria

Quando si parla di Antonio Cassano è facile calcare la mano nel giudicarlo un talento incompiuto dal pessimo temperamento. L’ex pibe di Bari in effetti ci ha messo del suo: dai capricci di Roma in cui ha commesso il fatale errore di lesa maestà nei confronti di Francesco Totti alle imitazioni di Fabio Capello al Real Madrid fino al “non rapporto” con Schuster, successore di Don Fabio sulla panchina delle merengues.

Poi la svolta con il ritorno in Italia destinazione Genova, sponda doriana. Sarà il pesto, sarà l’approccio più maturo al calcio che FantAntonio torna ad essere quello di un tempo. Trascina la Sampdoria di Mazzarri alle prime posizioni della Serie A subito dopo le grandi e diviene il beniamino dei tifosi a suon di assist spettacolari e gol. Cassano illumina, scrive pagine importanti in quel di Marassi e nel giro di un anno e mezzo ritrova l’azzurro. La sua chiamata agli Europei del 2008 avviene in seguito ad un vero e proprio plebiscito nazionale. Donadoni “deve” portarlo. In effetti gli azzurri con lui in campo sono un’altra cosa, ma Cassano da solo non basta ad evitare una vera e propria delusione.

Alla Samp il talento di Bari vecchia fa vedere le cose più belle fino a quando Mazzarri va via. Con l’arrivo di DelNeri qualcosa sembra incrinarsi. Cassano e l’allenatore ex Atalanta non si trovano, litigano furiosamente fino a che DelNeri lo mette fuori rosa. Poi le voci di corridoio lo vogliono ad un passo dalla Fiorentina fino al dietro-front dello stesso calciatore. Tutto sembra inspiegabile, ma lo è davvero?

Beh, a giudicare dall’ autobiografia ” Dico tutto” del campione barese pare proprio di no. Profetiche le parole a pag 90-91: ” Delneri ha 2 difetti irrisolvibili. Il primo è che non si capisce quello che dice. Il secondo è che è un pò ambiguo. Mi dice ti voglio bene, ma non lo pensa e alle spalle dice altro.” E aggiunge: ” A Cagliari lo mando aff…nello spogliatoio.”

E allora perchè Antonio non ha raggiunto Prandelli a Firenze? A pag 90 una possibile spiegazione: “Lui(Prandelli) mi diceva di giocare a sinistra. Io invece me ne stavo all’ombra sulla destra. All’intervallo mi fa: ” Stai altri 10 minuti poi esci, non sei in condizione.” Io mi tolgo la maglia, la butto a terra e gli dico: ” gioca tu.”

Cassano nelle vesti di un messia? No, non proprio. Il fatto è che il calciatore pugliese deve arrendersi alla legge del calcio che vuole che prima o poi ognuno fa i conti con le esperienze precedenti. E a Cassano non ha certo giovato farsi terra bruciata nelle precedenti squadre in cui ha militato. Certo ora è migliorato dal punto di vista comportamentale ed un ostracismo così evidente è ingiustificato per tutto quello che FantaAntonio ha dato alla Sampdoria.

Il calcio è anche questo: un giorno ti osannano ed il giorno dopo non sei più indispensabile.

Emanuele Zambon