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È viola il cielo sopra Roma: nuova manifestazione del “popolo della legalità”

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Piazza del Popolo invasa da migliaia di giovani, tutti uniti da un colore: il viola. Un colore che negli ultimi mesi è diventato proverbiale simbolo di tutti coloro che sono stanchi della reiterata illegalità a cui la politica italiana ci sta da tempo abituando. A chi afferma il contrario basta ricordare gli ultimi avvenimenti: la maxi-inchiesta su Bertolaso e gli appalti alla Maddalena, il proscioglimento di Berlusconi nel processo Mills per prescrizione (e non assoluzione, come detto dal Tg1), le inchieste sui brogli elettorali del parlamentare Pdl Nicola Di Girolamo. Ci fermiamo qui, ma l’elenco potrebbe essere interminabile.

Pretesto specifico per questa nuova manifestazione è l’approvazione della legge sul “legittimo impedimento”, ritenuta legge ad personam ad uso e consumo del Presidente del Consiglio. Sul palco di piazza del Popolo sono saliti alcuni ragazzi con un grande striscione viola con su scritto “Legittimo un c…”: commento lapidario ma estremamente significativo.

Gianfranco Mascia, uno dei principali organizzatori dell’evento, ha sottolineato l’importanza di essere presenti in piazza “in modo indipendente dai partiti”, a favore della legalità, per ribadire ancora una volta che la “legge è uguale per tutti” e per “difendere la Costituzione”: in particolare laddove definisce la forma della democrazia, la tutela del lavoro, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, il diritto ad essere informati e il dovere di informare, e contro l’approvazione della norma sul legittimo impedimento, definite “leggi ad personam del premier” e a sostegno degli organi di garanzia costituzionale.

Il “popolo viola” è già in presidio permanente a piazza Montecitorio dallo scorso 4 febbraio, giorno in cui alla Camera è stato votato il legittimo impedimento. L’iniziativa, è stata «messa in piedi in un mese» attraverso il tam tam su Facebook e sui blog. Gli organizzatori hanno deciso di non accettare alcun aiuto economico o logistico da parte dei partiti, avviando una sottoscrizione sul sito www.27febbraio2010.org.

L’impostazione apartitica dell’evento non ha comunque impedito l’adesione di numerosi partiti (da Rifondazione ai Radicali), inclusi i due principali partiti di opposizione, Pd e Italia dei Valori. E proprio il leader Idv, Antonio Di Pietro, non ha mancato di fare un deciso affondo, senza risparmiare colpi neanche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che proprio in questi giorni ha reso noto il suo appello per la giustizia. “Noi rispettiamo il capo dello Stato – ha affermato Di Pietro – ma in questo momento c’è un talebano a palazzo Chigi che uccide la democrazia, annichilisce la legalità, fa carta straccia della Costituzione. […] Per questo noi ci sentiamo in ‘resistenza’ nella piazza e dentro il Parlamento. E quando si fa ‘resistenza’ – ha concluso il leader dell’Idv – non si possono abbassare i toni, si deve alzare la voce prima che sia troppo tardi”.

Anche Ignazio Marino ha commentato sulla partecipazione del Pd: “E’ importante essere qui come Partito Democratico che, rispetto alla precedente edizione della manifestazione, ha dato adesione piena”. Ma a prescindere dalle dichiarazioni dei partiti, ciò che è importante è che ci siano ancora persone capaci di valutare in modo critico le notizie che giungono dai telegiornali (ormai sempre più di regime) e di manifestare in modo chiaro il loro dissenso. Senza sperare in piazzamenti politici o in aiuti dai partiti, ma solo per puro, atavico e viscerale senso civico.

Roberto Del Bove