Giovanardi, i test antidroga e l’intellighenzia bipolare parte due

La possiamo considerare un’iniziativa lodevole, per carità. Forse anche una soluzione doverosa per porre fine alle ‘stragi del sabato sera’. Non dare la possibilità di guidare un mezzo di locomozione motorizzato alle persone che fanno uso di sostanze stupefacenti (gente notoriamente pericolosa).

E’ il progetto esposto durante un convegno sulla sicurezza stradale dal sottosegretario Carlo Giovanardi che ha intenzione anche di porre freno allo smodato uso di alcol tipico del luogo di perdizione più gettonato dai ggiovani italiani – per altro potenziali sostenitori del PdL -: le discoteche. Nell’Utopia tratteggiata da Giovanardi alle quattro si torna a casa e già dalle tre si smette di bere.

Il sottosegretario responsabile del dipartimento nazionale Giovanardi ha quindi criticato aspramente l’ultima puntata di ‘Anno Zero’ (con i monologhi tra il profeticolo ieratico e il delirante di Morgan) per poi soffermarsi sul test antidroga obbligatorio per i neopatentati: “Chi risulterà positivo, non avrà né patentino né patente – sono le parole di Giovanardi riportate da Corriere.it -. Non vogliamo alla guida gente drogata che può creare problemi a se stessa e agli altri. La norma sui medici che devono somministrare i test è passata, a questo punto in accordo con Interni e Infrastrutture sarà presto emanata una circolare che rende il test obbligatorio”.

In un impeto di autoreferenzialità torno così al mio editoriale di nove giorni fa. Protagonista sempre Giovanardi che, dinnanzi alla notizia della positività di un* dei 242 parlamentari che si sono sottoposti al test antidroga volontario, ha minimizzato l’accaduto sottolineando anzi come il/la parlamentar* in questione non avrebbe subito alcuna ripercussione (nemmeno il ritiro della patente..).

Perché, in effetti, una persona “drogata che può creare problemi a se stessa e agli altri” avrà difficoltà a guidare la macchina, ma può gestire la cosa pubblica senza alcun problema di sorta. Perché le difficoltà del drogato sono solo di natura motoria: le capacità di critica e di giudizio non vengono in alcun modo intaccate,  si deduce seguendo le (indic)azioni del Richard Nixon del Bel Paese.

Tutto estremamente logico. Non abbiamo che da stare estremamente tranquilli, tra le mani dell’intellighenza bipolare.

Rocco Di Vincenzo