Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Nella festa viola la politica rimane in piazza

Nella festa viola la politica rimane in piazza

Un sole generoso ha reso ancora più gradevole la festa romana del popolo viola riunito ieri nella piazza sottostante il Pincio. Un cordone umano di giovani e meno giovani, uniti per levare il loro “no” alla giustizia ad personam che snobba i problemi di tutti per concentrarsi su quelli di uno: il presidente del Consiglio.

Dieci mila persone per le forze dell’ordine, 200 mila per gli organizzatori che, al di là delle cifre, continuano a ringraziare per la calorosa adesione alla manifestazione completamente autofinanziata. “I numeri non sono importanti – spiega uno dei portavoce dell’iniziativa, Gianfranco Masciaimportante è essere qui”. “In modo indipendente dai partiti”: sottolineano poi alcuni organizzatori dal palco.

Già, perché la politica in questa festa del popolo viola rimane in piazza, non conquista lo spazio sopraelevato per pronunciare comizi e incoraggiare propagande. E’ la testimonianza di una indipendenza che gli animatori dell’organizzazione hanno voluto tutelare strenuamente, concedendo ogni spazio a chi solitamente non ce l’ha e negandolo ai tanti (i politici appunto) che, invece, di quello spazio fanno speso abuso.

Tante comunque  le bandiere dei partiti che sventolano in Piazza del Popolo: Idv, Pd, Sel, Rifondazione comunista, Verdi. E tra la gente comune, persi nel viola che tutti unisce, tanti i politici che a questa manifestazione di protesta hanno voluto partecipare.

“Noi rispettiamo il capo dello Stato – ha detto il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro – ma in questo momento c’è un talebano a palazzo Chigi che uccide la democrazia, annichilisce la legalità, fa carta straccia della Costituzione. Per questo – ha continuato – noi ci sentiamo in resistenza nella piazza e dentro il Parlamento. E quando si fa resistenza non si possono abbassare i toni, si deve alzare la voce prima che sia troppo tardi”.

“Credo che anche da questa piazza – ha spiegato il presidente del Pd, Rosy Bindi – possa venire un invito a tutti a ritrovare un impegno per il bene comune e l’interesse generale del nostro Paese. Se Berlusconi vuole dimostrare la sua innocenza ha la sede giusta che è quella del processo. E noi, e tutto il Paese non potremmo che esserne contenti”.

Più pragmatico il contenuto del commento di Ignazio Marino: “E’ importante essere qui come partito democratico – ha detto – che rispetto alla precedente edizione della manifestazione ha dato piena adesione. Sarei però più felice di vedere più parlamentari del Pd in piazza perchè l’opposizione si fa in Parlamento, ma anche in piazza rendendoci riconoscibili per i nostri sostenitori”.

Tra la folla, si riconosce anche una magrissima Emma Bonino che ha ieri deciso di sospendere lo sciopero di fame e di sete in segno di protesta contro le illegalità perpetuate in campagna elettorale. “I radicali – ha precisato – hanno aderito a questa manifestazione perché crediamo che si sposa bene con la battaglia per la legalità che portiamo avanti da tanto tempo. Spero che l’indignazione e la rabbia di questa piazza si trasformino in un impegno politico”.

“C’è fame di legalità – ha invece detto Angelo Bonelli, leader dei Verdi – rispetto a chi accusa i magistrati di essere talebani. Oggi è Berlusconi il vero talebano, colui che vuole legare le mani ai magistrati, alla polizia, impedendo le intercettazioni per far sì che gli italiani non sappiano che in Senato siede un senatore legato alla n’drangheta”.

E alla politica che ieri è scesa in piazza ha risposto quella che ha preferito non farlo. “Se la svolta di governo è il popolo viola – ha ironizzato il leader dei centristi, Pierferdinando Casiniauguri al Pd”.

Più argomentato il ragionamento del portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. “Da una parte – ha detto – c’è un governo che agisce, che fa, che decide. Dall’altra, c’è un‘opposizione che non propone nulla, che è ossessionata rispetto al Premier ed è malata di antiberlusconismo, come testimoniano sia le reazioni alla sentenza Mills sia le adesioni alla manifestazione viola. Ma una minoranza così – ha concluso l’ex radicale – non è credibile, ed è destinata a rimanere tale molto a lungo”.

Maria Saporito

Comments are closed.