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Privatizzazioni, la Corte dei Conti indaga

Nell’ultimo rapporto condotto dai magistrati contabili della Corte dei Conti emerge come le privatizzazioni in Italia abbiano fatto aumentare le tariffe rendendole  tra le più care rispetto agli altri paesi europei. Tutte le nostre utilities private dall’acqua all’energia hanno aumentato la capacità di generare profitti senza però recuperare sull’efficienza, con alti costi da far pagare all’utenza. L’analisi lancia anche un monito sulle prossime privatizzazioni a partire da Tirrenia fino alle future Poste cercando di evitare il modello Alitalia con costi altissimi per i contribuenti.

Secondo la Corte nelle sue indagini non vi sarebbero dati necessari che, secondo quando si legge: “forniscono conclusioni univoche che l’elevata redditività del settore, influenzata dagli alti livelli di indebitamento, sia stata effettivamente funzionale a promuovere le politiche di investimento delle società recentemente privatizzate”.  E continua sulla negazione che il ministero dell’Economia ha deciso per l’accesso ai verbali del comitato per le privatizzazioni da parte dei magistrati: ” si tratta di interrogativi ai quali non è stato possibile dare risposta conclusiva in mancanza di informazioni più dirette e più analitiche, ricavabili dai verbali delle riunioni del Comitato per le privatizzazioni, verbali, però, che l’Amministrazione ha ritenuto di non dover mettere a disposizione della Corte, non consentendo, in tal modo, di fare, definitivamente, piena luce sul rispetto dei criteri di efficacia, efficienza ed economicità e della stessa regolarità di singole operazioni”. Nel rapporto redatto questo mese “Obiettivi e risultati delle operazioni di privatizzazione di partecipazione pubblica” secondo la Corte  il governo dovrebbe anche  definire “una strategia aggiornata di medio termine” e superare cosi “incertezze e contraddizioni”.  Serve ordine nelle forme in cui lo Stato garantisce nei settori strategici la presenza pubblica e serve, sempre secondo i magistrati, “l’esigenza di una chiara ridefinizione del ruolo, oggi tuttora non consolidato, della Cassa Depositi e Prestiti e di quello della presenza delle Fondazioni bancarie nel capitale della società.”

Immediato anche l’eco di proteste da parte delle associazioni di consumatori che secondo Federconsumatori il danno delle esose tariffe “avrebbe contribuito a sfliare dalla tasche dei consumatori ben9.270 euro di rincari a famiglia, per oltre 170 miliardi di euro”.

Diana de Angelis