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Processo Berlusconi-Mills: la difesa prende tempo, poi passa al piano B

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Il Tribunale di Milano ha respinto la richiesta con cui i legali del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno tentato di far sospendere il processo in cui il premier è accusato di aver corrotto l’avvocato britannico David Mills. Le motivazioni apportate dalla difesa di Berlusconi in favore della sospensione, stanno nel fatto che, a detta loro, sarebbe congruo e legittimo attendere di conoscere le motivazioni che hanno portato alla sentenza della Cassazione con cui si è annullato pochi giorni fa il processo all’avvocato Mills, considerato colpevole di corruzione (situazione dalla quale Berlusconi risulterebbe concusso), ma che ha potuto usufruire della prescrizione prevista col decorrere dei dieci anni dal reato, termine per cui al presidente del Consiglio mancano circa undici mesi.

Undici mesi lunghissimi, dunque, che si cerca comprensibilmente di far passare velocemente, finchè siano tolte le cosiddette “castagne dal fuoco” nel procedimento, senza che lo stesso abbia, possiblimente, visto conclusione. L’avvocato Piero Longo, uno dei difensori del premier ed attualmente senatore del Pdl, ha chiesto ieri, dal canto suo, la sospensione perché “avendo della sentenza solo il dispositivo e una breve nota sulla ammissibilità della corruzione susseguente, sarebbe opportuno attendere la motivazione che ci consentirebbe una lettura non solo ipotetica”.

Il pm Fabio De Pasquale si è opposto, invece, alla sospensione sostenendo che nella sentenza della Cassazione “ci sono già elementi sufficienti per dire che c’è stato un accertamento di colpevolezza nei confronti di Mills” e che “al momento attuale il reato contestato a Berlusconi non è prescritto“.

La presidente del collegio Francesca Vitale, poi, ha motivato ieri in aula il no alla sospensionein virtù della considerazione che “non c’è una data certa per il deposito delle motivazioni” della Suprema Corte. Vale a dire, se iniziamo a sospendere il processo in attesa delle motivazioni, per le quali non esiste una data improrogabile e dunque non sappiamo quando le avremo, si potrebbe andare a finire proprio dove la difesa vuole: ad un procedimento senza fine, che troverà una fine certa fra undici mesi, con la prescrizione. Di fuga in fuga, insomma, quando occorre sembra che si voglia addirittura allungare le procedure, in barba alle intenzioni che riguardano l’introduzione di processi che abbiano tempi brevi.

Se proprio non si può arrivare a sospendere il procedimento, però, è sempre pronto, come necessario in questi casi, il piano B. Le motivazioni con cui la Cassazione ha annullato  giorni fa, per intervenuta prescrizione, la condanna a quattro anni e mezzo di reclusione a carico di David Mills, infatti, non servono solo in quanto dati da attendere per tempi indeterminati e (forse) facilmente allungabili. Le motivazioni della sentenza sono anche un dato effettivamente rilevante, in concreto, per la berlusconiana difesa in quanto potrebbero essere utili, chiarendo di quanto esattamente è stato retrodatato il reato commesso da Mills, a capire di quanto si può retrocedere quello commesso da Berlusconi: particolare importante, visto che proprio il cavillo che riguarda la data dell’incasso, considerata in ultima analisi anteriore alla monetizzazione ufficiale, ha permesso a Mills di veder prescritto quanto commesso.

Per confondere le acque, in sostanza (cosa che sembra non essergli riuscita molto bene, peraltro), il britannico avvocato ha fatto figurare la somma fra i suoi beni solo dopo alcuni mesi, e non esattamente al momento dell’entrata in suo possesso. Particolare che stava per costargli i quattro anni e mezzi di reclusione cui era stato condannato, se si fosse tenuto conto solo della data in cui ufficialmente è stata registrata la somma sul suo conto.

Il chiarimento riguardante la data esatta dell’incasso da parte di Mills (che peraltro risulta essere quantomeno di difficile identificazione, se non da parte dei due imputati, che però non forniscono questo genere di informazioni e si impegnano in altro modo nella vicenda) potrebbe servire, secondo la linea studiata dalla difesa, a comprendere se anche il processo a Berlusconi possa già essere considerato prescritto, o quanto tempo manca da far perdere per arrivare alla fatidica data, considerata ufficialmente di undici mesi a partire da ora.

Sandra Korshenrich