Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Respinto ricorso Pdl per la presentazione lista elettorale nel Lazio

Respinto ricorso Pdl per la presentazione lista elettorale nel Lazio

Il tribunale di Roma ha respinto l’istanza avanzata dal Pdl per l’accettazione della lista provinciale di Roma in vista delle prossime elezioni regionali. Il ritardo nella consegna, quindi, è risultato fatale alla Polverini. Al momento sono escluse le liste provinciali del Pdl nel Lazio, ma il partito di Berlusconi presenterà ricorso d’appello all’Ufficio centrale regionale del Lazio per ottenere la riammissione.

Chiamo il Capo dello Stato con un appello a garantire che gli elettori possano trovare la lista del Pdl sulle schede elettorali per le regionali nella Provincia di Roma”. Con queste parole la candidata Polverini esterna le sue intenzioni. “Abbiamo sentito il presidente Berlusconi, è sconcertato per quanto accaduto. Sono convinta che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l’accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Il Pdl sta seguendo tutte le vie legali per garantire questo diritto di voto. Non parliamo di una lista respinta ma dell’impossibilità di presentarla. Restituiamo ai cittadini – conclude Polverini – i loro diritti”.

La vicenda rischia di aprire uno scontro interno. Rotondi, ministro per l’attuazione del programma di Governo, denuncia l'”incapacità organizzativa” del partito. “L’onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del Pdl – attacca il ministro- hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia”.

La Bonino, dal canto suo, commenta duramente e con ironia la vicenda “Diciamoci le cose come stanno: questa lista non c’è, non c’è verbale. Dopo le leggi ad personam non vorrei che si arrivasse a un provvedimento ad listam, sarebbe un’ innovazione degna di qualche altro regime. Forse anche Alemanno dovrebbe pentirsi della sua arroganza: davanti alle nostre richieste di legalità aveva detto che avevamo problemi di visibilità. Poi era intervenuto il ministro Maroni, dicendo che a 30 giorni dalle elezioni non si poteva cambiare niente e non dovevamo lamentarci. Non vorrei che avessero una memoria troppo corta”

Simone Cruso