Bambini ed obesità: alti livelli di proteina C-reattiva sono spia di futuri problemi cardiaci

L’obesità infantile è il disturbo nutrizionale più frequente nei Paesi Occidentali ed è considerato un problema di notevole rilevanza sociale. Il fenomeno, denunciato a gran voce dai più autorevoli nutrizionisti (in Italia colpisce un bambino su quattro, circa il 24% della popolazione infantile) è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo, prodotto dall’assunzione di un numero di calorie superiore a quelle consumate.

L'obesità infantile colpisce il 24% della popolazione infantile in Italia

Secondo una ricerca dell’Università del Nord Carolina, pubblicata sulla rivista “Pediatrics”, alti livelli di una proteina presente nel sangue dei bambini obesi è spia di future malattie e problemi cardiaci. I pediatri americani hanno preso in esame 16.000 bambini e adolescenti tra gli 1 e i 17 anni, di cui il 70% era in buona salute, mentre la parte restante aveva diversi gradi di obesità. Le loro analisi hanno mostrato che quasi il 30% di quelli obesi tra i 3 e i 5 anni aveva nel sangue elevati livelli di proteina C-reattiva, mentre nei sani la percentuale si fermava al 17%. Tale proteina è segno di un’infiammazione in corso e la sua presenza negli adulti è legata allo sviluppo di problemi cardiaci. Secondo i ricercatori inoltre la forbice si allarga col crescere dell’età: nella fascia tra i 15 e i 17anni, la proteina raggiungeva livelli anomali nell’83% degli obesi contro il 18% dei sani. Il coordinatore della ricerca, il dottor Asheley Skinner, ha dichiarato al Wall Street Journal che l’aver trovato questa correlazione tra il peso e il marker dell’infiammazione sia una scoperta importante, dato che l’infiammazione produce danni cardiaci a lungo termine. Egli afferma che “è importante sapere che i problemi dell’obesità nascono così presto; non si può aspettare ad intervenire che arrivi l’adolescenza o l’età adulta”.

Non è, perciò, solo questione di un’obesità che perdura fino all’età adulta, ma di una maggiore esposizione a patologie di natura cardiocircolatoria, ipertensione arteriosa e condizioni di alterato metabolismo. Obesità e sovrappeso sono infatti condizioni associate a morte prematura e ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per le principali malattie croniche: malattie cardiovascolari, ictus, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, tumori e altri problemi di salute.

Importante è quindi che fin da piccolo il bambino, ad un’età nella quale le abitudini e gli stili di vita possono essere facilmente cambiati, venga educato ad uno stile di vita sano: si tratta di incentivare l’attività fisica e di modificare le sue abitudini alimentari convincendolo ad adottare una alimentazione sana, variata, senza un eccessivo apporto calorico, preferendo fibre e vitamine a carboidrati e proteine.

Adriana Ruggeri