Cile e Haiti: associazioni umanitarie al collasso

La convinzione che l’essere umano possa fare, controllare e risolvere tutto si scontra periodicamente con le catastrofi naturali che avvengono nelle diverse parti del mondo. Neanche due mesi fa un terremoto di proporzioni gigantescehe ha completamente devastato gran parte dell’isola di Haiti e ora che di questa tragedia si stava cominciando a capirci qualcosa, un nuovo terremoto, in Cile, ma che ha provocato danni anche in altre nazioni, ha aggravato ulteriormente il carico di lavoro delle assoziazioni umanitarie.

Strutture come la Croce Rossa Internazionale non hanno certo grossi problemi, se non quelli “necessari”, ad affrontare più di un’emergenza contemporaneamente, come conferma anche il portavoce  Eric Porterfield: “Non ci spaventa la quasi concomitanza con Haiti. Organizzazioni come la nostra sono abituate a passare da un’emergenza all’altra. È già successo nel 2008 quando eravamo impegnati su più fronti, il ciclone in Thailandia e il terremoto di Sichuan in Cina”.

Ma la Croce Rossa e gli eserciti intervenuti, per ora solo ad Haiti, pur che gli aiuti si stanno organizzando proprio in queste ore anche  per il Cile , nonostante le operazioni  congiunte, non possono da soli fronteggiare catastrofi di così vaste proporzioni: la capillare rete formata da centinaia di associazioni ong, è infatti fondamentale per l’aiuto concreto sul campo. Associazioni molto più piccole, meno gerarchizzate quindi, anche se con mezzi infinitamente minori delle grandi Organizzazioni umanitarie, hanno spesso la possibilità di intervenire in modo molto più diretto e veloce.

La stessa organizzazione del viaggio per arrivare sul luogo danneggiato è solitamente molto più rapida; minor  numero di persone, pochi mezzi, strumenti essenziali, permettono alle piccole associazioni di arrivare prima e dare i primi aiuti, e collaborando, radicarsi in una struttura reticolare su tutto il territorio. Le grandi organizzazioni infatti “usano” , in accordo con le stesse , quelle piccole, in modo da distribuire gli aiuti maggiori, di cui ovviamente  dispongono, anche nei posti più sperduti ed isolati.

Purtroppo però, non potendo usufruire di fondi nemmeno lontanamente simili a quelli di strutture come la Croce Rossa, queste ong attualmente faticano molto a “tenere il ritmo”. Il gravissimo sisma di Haiti le ha sfiancate economicamente ed anche a livello di volontari, essendo appunto tali, le risorse scarseggiano.

Il danno che ne deriva, come spiegato precedentemente, non è certo da poco, anche perchè, oltre ai primi aiuti, le piccole associazioni sono fondamentali nelle opere di ricostruzione e riacquisto della normalità  post-tragedia.

L’emergenza maggiore, attualmente, e quantitativamente parlando, resta comunque  Haiti; in Cile, le case hanno resistito maggiormente alla scosa pur che questa sia stata più intensa rispetto all’isola colpita due mesi fa. Il numero di morti e feriti è minore, ma è da dire che, esattamente com’era successo due mesi fa, in queste ore stanno iniziando i saccheggi ed in generale il fenomeno dello sciacallaggio, attività becera e decisamente “inumana” . Bisognerà attendere i prossimi giorni per capire meglio quanti e quali aiuti serviranno nel paese Sud-Americano, e se il mondo sarà in grado o meno di garantirli.

A.S.