Lambro: in azione i “Cittadini del fiume”. I comuni chiedono fondi

 lo sNonostante le dichiarazioni tranquillizzanti di Bertolaso e l’mmediato apparire della protezione civile sulle rive e sulle acque,se ancora si possono chiamare così del Lambro e del Po, i residenti nelle zone colpite dallo sversamento di petrolio ed idrocarburi nel fiume Lambro non hanno voluto, giustamente, farsi da parte.

Sono così nati i “cittadini del fiume”, persone comuni, di matrice prevalentemente ambientalista, preoccupate dalle conseguenze nel lungo periodo de disastro ecologico, che fortunatamente, almeno in parte, è stato contenuto. La prima iniziativa è stata quella, già attuata sabato, di protestare contro la Lombarda Petroli di Villasanta, origine del disastro ecologico. Ma nelle prossime due settimane si terranno diverse manifestazioni su tutto il territorio interessato, da Monza a Piacenza quindi, per richiamare l’attenzione sia sul danno ecologico in sè, sia sulle conseguenze rispetto alle nuove generazioni, a livello di qualità della vita e di educazione.

Nel frattempo vari comuni, tanto per cambiare di potrebbe aggiungere, si sono immediatamente adoperati nel richiedere fondi a vario titolo: Monza per i depuratore di S.Rocco, dove si è depositata una quantità rilevante di idrocarburi, Melegnano per pulire le rive del fiume e anche  Milano, in vista dell’expo 2015, per le operazioni di bonifica.

Pochi però credono alle dichiarazioni di Formigoni, secondo il quale ” entro il 2015, anno di Expo, il fiume sarà come lo hanno visto i nonni”. La regione di cui è Governatore ha comunque già messo a disposizione 20 milioni di euro, in attesa dei fondi statali. Per Penati infatti , avversario di Formigoni e militante PD, quella cifra sarebbe una trovata propagandistica, visto che, secondo le stime, solamente per dragare il fiume di milioni ne servirebbero almeno 100.

Vi è poi il problema che potremmo identificare come ” inquinamento nascosto“; nonostante le nuove barriere galleggianti installate oggi  nel po’ è abbastanza probabile che “qualcosa” riesca a travalicare anche queste, figuriamoci nel Lambro che queste barriere, per ora, non sono state utilizzate. Questo tipo di inquinamento potrebbe in futuro, intaccare anche le falde acquifere, passando per la via dei fondali, anche se ad oggi questa eventualità non sussiste e nemmeno è in previsione che possa accadere a breve.

Due cose che  quasi tutti  contestano alla regione Lombardia, Cittadini del fiume compresi sono  di non aver attuato la minima prevenzione in materia, e di essersi fatta trovare tecnicamente impreparata ad affrontare l’emergenza, dimostrando così, l’inaffidabilità delle misure adottate per fare fronte ad eventuali disastri di natura ambientale. La tanto sbandierata sicurezza quindi, sarebbe prevalentemente cartacea e solo l’intervento della protezione civile avrebbe permesso di arginare in tempo  l’onda nera , in tempo per modo di dire, ma almeno sembra siano stati  stati evitati i danni al delta del po, dove vige un ecosistema straordinariamente ricco e delicato. Dovremmo ritenerci fortunati?

A.S.