Servivano abitualmente alcolici a minorenni, trovato ubriaco un bambino di dieci anni: chiusa discoteca a Rimini

In seguito a moltissime segnalazioni pervenute da genitori preoccupati a causa dello stato, chiaramente alterato, in cui trovavano i figli, minorenni, in seguito alle serate nella discoteca La Mecca, di Rimini, i carabinieri hanno decretato la chiusura del locale.

In realtà gli eventi si susseguivano già da molto tempo e, il fattore scatenante e determinante, sono state le conseguenze, spesso gravissime, legate fatto che, nel locale incriminato, non venisse applicato il regolamento che vieta di servire alcolici ai minori.
Alcuni ragazzi, anche se in certi casi sarebbe più corretto usare il termine bambini, si sono sentiti male a causa della smodata quantità di alcolici ingerita; ciò ha condotto alcuni minori al coma etilico. Si è completamente superato il segno quando in coma etilico è finito un bambino di nemmeno tredici anni che frequentava abitualmente il locale.

In seguito quindi alle svariate denunce da parte di genitori preoccupati nonché dei ricoveri ospedalieri i carabinieri hanno deciso di intervenire sul campo al fine di constatare il reale andamento della situazione. Dopo aver “infiltrato” due agenti in borghese che hanno rilevato la totale mancanza di rispetto nei riguardi delle leggi che regolamentano la vendita di alcolici ai minorenni, nella notte tra sabato e domenica  hanno effettuato un blitz. Anche i militari hanno riscontrato più episodi di vendita di alcol ai ragazzini: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la visione di un bambino di dieci anni che, tranquillamente, consumava il proprio cocktail.

La discoteca è stata dunque chiusa.

A quanto risulta la discoteca, nei weekend, sarebbe frequentata regolarmente da molti minorenni, che i genitori vengono poi a prendere alle quattro-cinque del mattino.
Certo che quando si porta un bambino di dieci anni in discoteca e si torna a prenderlo intorno alle cinque del mattino, francamente, mi pare paradossale stupirsi dell conseguenze. Insomma è giusto che la discoteca paghi il fatto di non aver rispettato la legge però non ci si può nemmeno aspettare che siano i locali o la televisione a dare delle regole ai propri figli.

Valeria Panzeri