Si è bulli già a sette anni.

Si è bulli già a sette anni.

E’ questa la soglia minima dell`età delle vittime di bullismo, fenomeno che si sta estendendo sempre di più nelle scuole elementari.

A sostenerlo una ricerca di Eurispes-Telefono azzurro, da cui emerge che il Lazio è la regione in cui si riscontra il numero più alto di denunce, e che la strada e la scuola sono i luoghi preferiti dai bulli per agire, con delle differenze tra Nord, Centro e Sud.

Dallo studio, condotto su un campione di 3.640 tra adolescenti e bambini, è emerso che il Lazio e Roma rappresentano la Regione e la città in cui si concentra il numero più alto di denunce per atti di bullismo con un indice del 24% ogni 10 mila minori, contro il 19% della media nazionale.

 Solo a Roma si registra il 29% di denunce ogni 10 mila minori.

Diversi, secondo le regioni, i luoghi preferiti dai bulli: nel centro-Italia la scuola rappresenta il luogo per eccellenza in cui si verificano episodi di bullismo (55% dei casi), mentre al nord e al sud prevale la strada (42%). Se nel 35% dei casi gli atti di bullismo si manifestano attraverso le provocazioni, nel 12%, si basano su forme di esclusione dal gruppo.

Caratteristiche che vengono percepite come elementi di diversità, come le differenze sessuali, un handicap, il colore della pelle.

Per risolvere il problema è importante affidarsi a esperti in grado di “attuare strategie di avvicinamento tra bullo e vittima per strutturare un ‘rapporto’ tra i soggetti, al fine di favorire la comprensione dei limiti del bullo da parte della vittima e viceversa”.

Ma il bullismo sta anche al passo con i tempi e si fa tecnologico.

Sono sempre di più i bulli capaci di giostrarsi tra sms, mms, creazione di blog e siti, dando vita al nuovo fenomeno del`cyber-bulling`:  una forma moderna di prevaricazione e prepotenza fra i più giovani, che si basa sull`uso e l`abuso di internet e telefonini, strumenti che vengono utilizzati come vere e proprie armi di sopraffazione e ricatto.

Wanda Cherubini