Travaglio presenta il libro “Ad Personam” sul blog di Grillo

Uscirà questa settimana l’ultimo libro di Marco Travaglio: “Ad Personam. 1994-2010: così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia”.

Sul blog di Beppe Grillo, il giornalista torinese ha voluto anticipare alcune delle tematiche affrontate.

Secondo i calcoli di Travaglio, Berlusconi ha fatto approvare una media di circa 3 leggi ad personam l’anno.

Ecco un brano dell’intervento del giornalista: “In realtà negli elenchi non si tiene mai conto di tutte: ci siamo dimenticati la prima, il Decreto Biondi, ci siamo dimenticati tutti quelli che gli ha fatto il centrosinistra e allora sono andato a spulciare e ho visto che, in realtà, le leggi ad personam nel senso di personam uguale Silvio Berlusconi sono state, in questi quindici anni, 36 solo quelle già approvate definitivamente e quindi le cinque che vi ho appena detto sono fuori, nel senso che quando saranno legge anche queste cinque si arriverà alla ragguardevole quota di 41.
41 in quindici anni vuole dire quasi tre all’anno, tenendo conto che Berlusconi, in questi quindici anni, ha governato soltanto per sette e mezzo otto, mentre gli altri erano gli anni del centrosinistra e conseguentemente, se dovessimo calcolare soltanto gli anni in cui lui aveva la maggioranza in Parlamento, dovremmo parlare addirittura di – sette per sei – sei all’anno, che sono una discreta media e in più ce ne sono alle undici che, o sono state tentate e non sono riuscite, oppure sono lì depositate in Parlamento pronte, come colpi in canna, a essere sparate.

Poi non ci fermiamo: nel libro scrivo ad personam, ma mi occupo anche di tutte le altre leggi ad, cioè di tutte le altre leggi che, in questi quindici anni, hanno appunto privatizzato la democrazia ovvero, invece che occuparsi degli interessi generali dei cittadini  -questa è una legge, un provvedimento generale e astratto nell’interesse della collettività, invece no  – si legifera per quello o quell’altro, oppure per questa o quell’altra categoria politica, imprenditoriale, mafiosa e infatti ho fatto tutto l’elenco delle leggi ad mafiam, delle leggi ad castam, delle leggi ad aziendas  (Confindustria) o ad aziendam, come quelle per Mediaset, per esempio e siamo arrivati così a un totale di circa 105 leggi che, naturalmente, sono pure approssimate per difetto, ma danno bene l’idea di che cosa è diventata la seconda repubblica e di che cosa è la seconda repubblica e cioè una repubblica ad personam, o ad poche personas, ad paucas personas. Per esempio, ci sono anche le leggi ad personam dove la personam non è Berlusconi e queste sono 16 e sono state fatte per altre personas: cinque, per esempio, sono state fatte – o comunque ne ha beneficiato – per Dell’Utri, tre sono state fatte apposta per mandare Piero Grasso alla Procura Nazionale Antimafia a impedire che ci andasse Caselli, perché quelle tre leggi sono leggi contra personam, nel senso di Caselli, ma ad personam nel senso di Grasso. Quattro leggi per salvare il Generale Pollari e i suoi amichetti per le deviazioni del Sismi, tra dossieraggi illeciti e sequestro di Abu Omar, due leggi per salvare gli spioni della Telecom, una legge per salvare Sofri, o meglio per cercare di fargli avere la revisione del processo, visto che a Milano gliela avevano negata hanno fatto una legge per stabilire che, visto che Milano aveva detto di no, allora bisognava andare a Brescia e poi, se a Brescia dicevano di no, come dissero di no, si andava a Venezia e, se a Venezia dicevano di no, si proseguiva il giro d’Italia, per cui poi si decise di fare il processo di revisione a Venezia, la revisione non funzionò perché fu confermata la condanna e conseguentemente la legge andò vana, ma intanto quella legge era stata approvata da centrodestra e centrosinistra negli stessi giorni in cui si faceva una legge ad personam (Dell’Utri, nel nostro caso) presentata dallo stesso relatore (il Senatore Valentino di Alleanza Nazionale) e anch’essa votata in maniera bipartisan, quindi fecero una legge pro Sofri e una legge pro Dell’Utri in contemporanea perché, come sempre, una mano lava l’altra.

Poi ci sono le leggi ad mafiam, che sono state otto in questi quindici anni, una ogni due anni, le leggi pro mafia, sono quasi tutte ispirate o, addirittura, copiate dal papello di Totò Riina e che, insieme al piano di Rinascita Democratica di Gelli e a un memorandum che ho indicato nel libro, scritto da Berlusconi e mandato ai giornali del suo gruppo nel 93, segnano un po’ quella che è la costituzione materiale dell’Italia: il piano della P2, il memorandum di Berlusconi e il papello di Totò Riina sono i tre fari della politica legislativa di questa seconda repubblica, con analogie impressionanti. Poi ci sono le leggi ad personas, fatte per ampie categorie di personas, soprattutto per salvare dai processi il ceto politico e gli imprenditori retrostanti e queste sono 18, praticamente più di una all’anno, più sette che non sono riusciti a approvare, ma hanno tentato. Poi ci sono le leggi ad castam, per proteggere la casta dei politici e dopo vi farò un esempio in anteprima. Poi ci sono le leggi ad aziendas, quelle appunto per la Confindustria e poi ci sono quelle contra iustitiam, che sono una messe interminabile. Pensate, quando sentite parlare qualche politico che dice “ bisogna riformare la giustizia”, dovete sapere che in questi quindici anni di seconda repubblica riforme della giustizia ne sono state fatte circa 180 /200, in quindici anni vuole dire dalle dieci alle quindici all’anno, più di una al mese. Uno dice “ e vogliono riformarla ancora la giustizia?”, forse farebbero meglio a lasciarla in pace, se si astenessero dal riformarla può darsi che la giustizia si riprenderebbe, che riprenderebbe un po’ di colorito, il problema è che continuano a riformarla e, ogni volta che facevano queste quasi duecento leggi in materia di giustizia, ci raccontavano che le facevano per abbreviare i tempi della giustizia e, ogni volta, i tempi aumentavano”.

L’intervento completo di Travaglio si trova sul sito www.beppegrillo.it.