Alice nel “3D delle Meraviglie” per superare Avatar

Continua il periodo positivo del 3D.

Dopo il fortunato e ormai famosissimo film di fantascienza ”Avatar”, il suo regista e insieme produttore, James Cameron, passa il testimone questa volta a Tim Burton.

La nuova prova per le sale cinematografiche in questo periodo va al suo film rifatto dall’omonimo cartone animato – amatissimo dai bambini – “Alice nel Paese delle Meraviglie”.

Attraverso elementi surreali, ricchi di colpi di scena, fantasia e perfino mistero, Burton ripropone il ritorno inaspettato del romanzo ottocentesco di Lewis Carroll: infatti, tra spunti e scene tratte perfino dal sequel “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, il nuovo ma attento regista propone un’immagine strana, misteriosa, mescolata al carattere quasi ”psicadelico”, ma molto apprezzato, dell’opera stessa.

Infatti Burton ha precedentemente ammesso di propendere verso il tema affrontato in ”Alice” non tanto per ciò che ne deriva dall’omonimo libro, ma piuttosto cercando di dimostrare l’influenza che la canzone ”White Rabbit” ( in traduzione ”Coniglio Bianco”) famosa hit degli anni Sessanta, composta dagli Jefferson Airplane, ha esercitato su di lui.

Con stati di allucinazione, divertenti foreste di funghi e atmosfere piene di suspense, il film prenderà il via nelle sale di tutta Italia il 5 marzo 2010.

Grande attesa quindi per i cinema italiani nel cercare la perfezione – o meglio il superamento – della recente pellicola in 3D.

Le nuove avventure di ”Alice nel Paese delle Meraviglie” vengono proposte perciò solo come un primo esempio di film in 3 dimensioni presentati e in serbo dal mondo di Hollywood: dopo l’enorme successo di ”Avatar” – film che ha sbaragliato di gran lunga gli storici colossal con un record d’incassi superiore al 1,9 miliardi di euro – i registi della costa occidentale americana provano a superare i risultati positivi, sempre più in ascesa, già ottenuti precedentemente, inserendo l’immagine classica di un famosissimo personaggio in un mondo diversamente attraente da come ricordiamo.

Pensando infatti alla riuscita più che positiva di Avatar, si nota come ultimamente le persone apprezzino maggiormente gli effetti speciali sempre più coinvolgenti delle pellicole in 3D che fanno sembrare più vere le scene, come fuori dallo schermo piatto.

Riuscirà quindi un’Alice diciannovenne e non più bambina (interpretata da una bravissima Mia Wasikowska, attrice australiana) a stregare gli animi degli spettatori nel riadattamento cinematografico?

Ancora pochi giorni e si conosceranno finalmente i risultati dell’ultimo test hollywoodiano.

Valentina Princic